Tonali, per Pioli è una colonna… e ora guarda alla Nazionale

Mancini sta pensando a lui per sostituire Pessina. Il centrocampista, che a Bergamo ha segnato il suo primo gol su azione in A, è diventato imprescindibile per Pioli

Ora che la fase di studio è terminata, Sandro va veloce. In campo e con la testa, come se volesse recuperare il tempo smarrito la scorsa stagione. Sandro Tonali va talmente veloce che in questo momento è, portiere a parte, il giocatore rossonero con più minuti nelle gambe in campionato. Ecco perché in queste ore Tonali sente un fortissimo profumo di azzurro. Ma non solo quello dell’Under 21, chiamato come sempre da Nicolato in vista delle qualificazioni a Euro 2023. Bensì quello della nazionale maggiore, con Mancini che ha pensato (anche) a lui per sostituire proprio Pessina, infortunatosi sotto gli occhi di Sandro ieri sera a Bergamo.

Il personaggio

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Non cercate eccentricità o situazioni particolari sui social. Tonali è il ragazzo della porta accanto, che si veste come uno studente universitario e sta finalmente trovando la propria dimensione nella grande metropoli dopo le difficoltà del salto dalla provincia. Sandro è uno che prima di mettere il suo cognome sulla maglia numero 8 rossonera, ha chiamato Gattuso per chiedergli il permesso. Ed è un ragazzo molto fortunato perché non sono tanti i calciatori che possono giocare nella squadra per la quale hanno sempre tifato. Talmente tifoso e talmente calato nella parte da decidere di ridursi l’ingaggio – e parliamo di 400 mila euro netti a stagione, cifra considerevole – pur di agevolare la fumata bianca del suo riscatto da parte del Milan col Brescia. È come se in quel momento si fosse quasi liberato di un peso, una rinuncia per certi versi “purificatrice” dopo una prima stagione a Milanello che non aveva soddisfatto lui per primo.

Il peso nel Milan

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Da riservista che non andava mai oltre il compitino, gravato da mille pensieri (e da qualche problema fisico, Covid compreso), a cuore e anima della squadra. Libero nella testa, ovvero libero nelle gambe. Il peso di Sandro in questo Milan è ben racchiuso dal dato del minutaggio di cui abbiamo fatto cenno prima. Il vero inamovibile della mediana quest’anno è lui: sono Kessie e Bennacer, semmai, a giocarsi l’altra maglia. Tonali probabilmente non sarà mai un leader nel senso stretto della parola. Alla Gattuso, o alla Ibra. Ma crescendo potrebbe esserlo alla Abbiati, quei capibranco silenziosi che fanno parlare il campo, usano poche parole ma le usano bene. Intanto, quando parla in pubblico di certo non si nasconde: “Questa vittoria ci dà più consapevolezza”, ha detto nel dopo gara con l’Atalanta. “Se vieni a Bergamo e dai un parziale di tre gol, sei una grande squadra. Scudetto? È l’unico obiettivo che ha il Milan quest’anno”.

Utilità in campo

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In termini di posizione, nel 4-2-3-1 le sue zone sono quelle davanti alla difesa, non ci sono grandi alternative e peraltro Pioli nemmeno le cerca perché è ben coperto nel resto del campo. Chi continua a pensare che Tonali debba somigliare a Pirlo, è fuori strada. Sono giocatori diversi. Sandro peraltro con Pioli ha imparato egregiamente a fare la doppia fase. Anche lungo la scorsa stagione, quando faticava a far girare la squadra, era però assolutamente valido nel lavoro più oscuro di copertura. Ora è un giocatore capace di sradicare palloni agli avversari così come di appoggiare bene la manovra e prendersi la responsabilità di infilarsi da solo. “Deve crescere tanto, ha mezzi incredibili”, ha detto di lui Pioli ieri sera. “Parliamo di un ragazzo di 21 anni che davanti a sé ha un mondo di maturazione calcistica”. A Bergamo Tonali ha realizzato il suo primo gol su azione in Serie A e ne ha salvato un altro, più o meno fatto, murando la conclusione di Malinovskyi sull’uno a zero.

Chiave Nazionale

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La chiamata di Mancini è assolutamente logica. Non solo per il rendimento di questo primo mese e mezzo in sé per sé, ma anche concettualmente. Il metro utilizzato dal c.t. nelle convocazioni si basa essenzialmente su due prerogative: qualità e duttilità, pregi che Tonali possiede. Nel 4-3-3 del Mancio, Sandro può agire da mezzala così come perno centrale davanti alla difesa. E’ sempre apparso come un predestinato azzurro: quest’anno lo sta confermando.

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