Stipendi, inchiesta Prisma e Uefa: gli incubi della Juve

ROMA – È una sentenza che ha lasciato a terra parecchie macerie, abbattendosi senza pietà sulle certezze della Juventus. Occhio però a pensare di voltare subito pagina, perché il terremoto giudiziario sembra tutt’altro che terminato e quelle che stanno per arrivare non somigliano affatto a semplici scosse di assestamento. La Corte federale d’Appello ha inflitto una sanzione considerata da molti «pesantissima» (ma non dai giudici, come spieghiamo nella pagina accanto), facendo perdere alla Juve 15 punti nell’attuale classifica e comminando sanzioni notevoli a dirigenti o ex (30 mesi a Paratici, 2 anni ad Agnelli e Arrivabene, 16 mesi a Cherubini, 8 a tutti gli altri), riaprendo così il processo “plusvalenze” 8 mesi dopo l’assoluzione di tutti i 61 imputati. Ma nelle prossime settimane ci saranno almeno altri 5 fascicoli da aprire.  

Juve, 15 punti di penalizzazione: come cambia la classifica di Serie A

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Plusvalenze

Andiamo con ordine. Sicuramente il “plusvalenze bis” avrà la sua prosecuzione al Collegio di Garanzia dello sport. Il giudice di terzo grado non potrà aggiungere o ridurre i punti di penalizzazione, ma potrà chiarire la legittimità della sentenza di venerdì, rispondendo alla domanda principale: la Corte poteva, oppure no, revocare la decisione del 17 maggio, pronunciandosi su un fatto già giudicato? La Juve avrà 30 giorni (a partire da quando saranno pubblicate le motivazioni della Corte) per il ricorso al Collegio. Gli ulteriori passaggi giudiziari sarebbero fuori dai confini dello sport, cioè al TAR e, nel caso, al Consiglio di Stato.

Stipendi e partecipazioni

Dal punto di vista sportivo, non è finita qui. Il procuratore federale Chiné ha aperto infatti altre due indagini, una sulla manovra stipendi (2019-20 e 2020-21) e l’altra su quelle che la Procura di Torino nell’inchiesta Prisma chiama “partnership opache nei rapporti debito-credito” con Sampdoria, Empoli (già giudicate tre volte e sempre assolte dai tribunali calcistici insieme a Genoa, Pro Vercelli, Novara, Parma, Pisa, Pescara) e le “new entry” Atalanta, Sassuolo e Udinese. In entrambi i casi siamo in piena fase istruttoria. In merito alla manovra stipendi, con la riduzione dei compensi tramite accordi che avrebbero violato le norme federali e che i pm considerano “non trasparenti e fuori dai canali contrattuali consentiti”, rischiano sanzioni e squalifiche (1 mese) pure i calciatori e i loro agenti. Al club potrebbero essere contestati (anche qui) l’art. 4.1 del codice di giustizia sportiva, oltre che l’articolo 31 più l’aggravante del 14 comma 1 lettera C (“aver indotto altri a violare le norme e le disposizioni federali…”). Il rischio è di nuove penalizzazioni per la squadra di Allegri. E di questi accordi, inclusa la famosa “carta Ronaldo”, la Juve potrebbe rispondere sia di responsabilità diretta sia oggettiva. Tra 1 settimana scadono i 60 giorni per chiudere l’indagine, ma Chiné può chiedere una proroga. Sulle partecipazioni, invece, si parla di fine febbraio per avere un’idea più concreta sugli esiti (deferimento o archiviazione).

Torino e Uefa

I tempi della procura ordinaria, che dovrà decidere sul rinvio a giudizio dei dirigenti per i reati di falso in bilancio e false comunicazioni sociali, sono più lunghi. L’udienza preliminare di Torino è prevista il 27 marzo e il Gup dovrà anche esprimersi sulla competenza territoriale dopo la richiesta dei legali di spostare la sede a Milano (dove c’è la Borsa) o in subordine a Roma. Nel frattempo, la Uefa resta spettatrice interessata. Al momento non sembra esistere il rischio di un’estromissione dall’attuale Europa League, ma non vanno escluse sanzioni a fine stagione. Va ricordato altresì che la giustizia dell’istituzione di Nyon è autonoma rispetto a quella dei tribunali sportivi nostrani e che sarebbe già parecchio impattante la cancellazione del “settlement agreement”, cioè l’accordo siglato dalla Juve per rientrare delle violazioni alle regole sul Fair Play Finanziario. 

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