Sinisa contro Inzaghi, è l’ora degli amici

Pippo torna a Bologna col Benevento dopo l’esonero del 2019. Miha: “Più forti noi”

dal nostro inviato Matteo Dalla Vite

12 febbraio – Casteldebole (Bologna)

Uno ci mise il cuore. L’altro i punti. Pippo torna al Dall’Ara e la sua storia col Bologna fu un capitolo nato dal Fire&Desire che lentamente si spense fino a diventare un cerino bagnato. Nessuno potrà mai dire che Inzaghi non mise tutto se stesso, in quei 299 giorni di Bologna: non funzionò, per vari motivi ma non certo per scarsa motivazione. Poi arrivò Mihajlovic e ai 14 punti in 21 partite di Pippo ne aggiunse 30 fino a sedersi sullo sgabello del decimo posto dal terz’ultimo di partenza. Benevento e Bologna arrivano alla sfida con gli stessi punti in classifica. Ha ragione Pippo (che ha vinto la gara d’andata 1-0): nessuno ci avrebbe creduto a inizio anno. “Ma i conti si fanno alla fine” punzecchia Sinisa. “Ce la giocheremo alla pari, su questo non c’è dubbio” dice Pippo. “Secondo me siamo più forti ma lo dobbiamo dimostrare sul campo” fa Sinisa. Baci, abbracci e ripartenze.

Tifosi e sostituzioni

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Oggi la tifoseria bolognese sarà fuori dal Dall’Ara per sostenere la squadra prima del match. “Ci manca tanto la nostra gente – dice Sinisa – ma secondo me da marzo potremo essere il primo club a portare gente allo stadio, grazie a Bonaccini. È un augurio, vedremo”. In verità dalla Regione hanno spiegato che non c’è nulla di immediato, ma che si sta lavorando in base a una campagna vaccinale che potrebbe portare più avanti a una apertura. “Per me è sempre un piacere tornare a Bologna – ecco Pippo -. Sono stato bene, la gente mi ha trattato alla grande e i dirigenti mi hanno manifestato affetto”. Spingendo il tasto rewind, intanto, va rammentato come per ben 2 volte Miha abbia sostituito Inzaghi: al Milan e a Bologna. “Lo considero un amico vero – fa Sinisa che la prossima settimana cambierà agente, da Pastorello a Lucci -. Fece una grande cosa per me: due giorni dopo aver vinto la Champions, venne alla mia festa d’addio al calcio. In campo? Lo minacciavo spesso: ma siccome Simone giocava nella Lazio, io e Couto avevamo un po’ di riguardo…”.

Santo subito

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Poi ecco l’incontro degli incontri. “Papa Francesco? A suo tempo ero stato due o tre volte da Wojtila. Con Bergoglio siamo stati tre ore insieme… Incontro bellissimo, con altra gente (anche Carlo Verdone e Mara Venier, ndr) che ha costruito qualcosa di bello da una brutta esperienza: verrà poi fatto un servizio su Discovery Channel. Quando mi ha visto, ero con moglie e suocera, mi ha detto: “Dovrebbero farti Santo subito”. E io: perché? “Perché hai portato con te anche la suocera…”. È un uomo simpatico, saggio oltre che grande tifoso di calcio. Palacio lo conosce, speriamo col tempo riconosca pure Dominguez…”. Ma se poi emergerà l’altro argentino Gaich…

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