Mou carica la Roma: “Meritiamo la finale, la Conference è la nostra coppa”

Domani il ritorno di coppa col Leicester e il tecnico non sta nella pelle: “Sono qui solo perché obbligato, ma preferirei stare con squadra e staff. Domani vogliamo 70mila persone in campo con noi”

“È possibile, molto possibile, vincere ma solo se saremo al massimo livello. E se la gente vuole giocare con noi giocherà con noi. Se avremo 70mila persone che verranno a vedere la partita è un conto, se avremo 70mila persone a giocare con noi allora sarà un’altra cosa”. Josè Mourinho, parole sue, non ha voglia di stare in conferenza stampa (“lo faccio solo perché obbligato”) e non ha voglia di fare altro che non sia “stare concentrato con la squadra e lo staff”. Il motivo è chiaro: Mourinho non vede l’ora che arrivi domani sera e che la Roma, in un Olimpico pieno, giochi la semifinale di ritorno di Conference contro il Leicester. Dopo il pari di una settimana fa in Inghilterra, arriva una sorta di finale anticipata ma Mou vuole quella vera, quella di Tirana: “Ce lo meritiamo, questa è la nostra coppa, abbiamo iniziato ad agosto in Turchia”.

La carica della gente

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Fondamentale sarà l’apporto dei tifosi: “Non c’è dubbio sull’empatia tra noi, siamo insieme da 10 mesi con momenti più o meno belli. Si gioca all’Olimpico e sarebbe bello festeggiare questa empatia che rimane al di là dei risultati. Ci meritiamo di finire bene. Ai tifosi dico che vorrei che loro giocassero la partita con noi. Si può stare allo stadio come spettatori e si può stare allo stadio a giocare”. La Roma avrà a disposizione tutti i giocatori tranne Mkhitaryan, assenza pesante, e Mou non lo nega: “Ci sono squadre top che hanno due giocatori uguali per ruolo, noi no. Ma possiamo fare cose diverse. Non siamo una squadra perfetta, ma cercheremo di nascondere i difetti che abbiamo e cercheremo di esplorare le piccole fragilità che i nostri avversari sicuramente avranno. Vorrei come a Leicester una partita con una sola parata di Rui in 90’, in ogni caso i nostri giocatori devono avere la maturità per gestire in modo razionale e poco emozionale tutto quanto. Vogliamo andare in finale e lasciare tutto quello che abbiamo”. Lo vogliono i romanisti, lo vuole anche la proprietà: “I Friedkin mi conoscono, sanno che prima della partita la mia vita è fatta da me, i miei assistenti e i miei giocatori, non mi piace stare con altre persone, sono qui perché sono obbligato. Anche io conosco loro, al di là di essere innamorati del club sono innamorati del calcio e la natura del calcio e arrivare a momenti importanti. C’è rispetto per la nostra privacy e la nostra concentrazione”. Oggi è un anno da quando è stato annunciato come allenatore della Roma ma per Mourinho non è ancora tempo di bilanci: “Mi piace molto essere qui, sono felice, ma voglio di più e pensare a qualcosa di più grande la prossima stagione. Di sicuro conoscevo il progetto e sono contento di condividere tutto questo con i miei giocatori, ci meritiamo qualcosa di speciale”.

Il Leicester

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Mou poi risponde con il sorriso a Rodgers: “Gli avevo comprato un regalo speciale ma se vuole il té lo terrò per me” e si fa serio quando parla del Leicester: “Stanno facendo cose fantastiche, dopo la vittoria della Premier il modo in cui è cresciuto il club in ogni livello è fantastico. Congratulazioni a tutti. Rodgers non mi sorprende, la gente dimentica cosa abbia fatto al Liverpool e in Scozia”.

Cristante pronto

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Dopo Mou è il turno di Bryan Cristante: “Siamo carichi e non pensiamo alla stanchezza, che forse arriverà il giorno dopo. Mourinho ci ha dato la mentalità giusta ma domani dovremo metterla in pratica. Vogliamo la finale”. Per questo non risponde a domande sul futuro: “Io guardo solo la partita di domani, fino a fine stagione la testa è qui”.

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