Mihajlovic a Tiki Taka: “Inter da scudetto. E il Bologna con Ibra sarebbe da Europa League”

Il tecnico dei felsinei, nel programma di Chiambretti, è intervenuto su tanti temi: “Festival di Sanremo inopportuno per lo svedese? No, rispetto a tanti anni fa i tempi sono cambiati…”.

Seduto sul divano della casa di Roma, felpa militare e un primo piano direttamente collegato con Piero Chiambretti e il suo Tiki Taka. “Se Ibra fosse venuto al Bologna – dice Sinisa Mihajlovic -? Oggi saremmo in Europa League. Lui a Sanremo con me? Se io fossi il suo allenatore non avrei problemi: basta che si alleni bene, che faccia le cose che deve fare e poi la vita privata è un’altra cosa, ognuno nel tempo libero può fare quel che vuole”. Ecco Sinisa Mihajlovic, che oggi pomeriggio dirigerà la ripresa degli allenamenti a Casteldebole.

La differenza? Ibra

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Un tema è ovviamente il libro, “La partita della Vita” (ed. Solferino), scritto con Andrea Di Caro (“La Leucemia mi ha cambiato la vita, mi ha fatto più riflessivo e paziente, adesso apprezzo anche piccole cose che prima si davano per scontate”); un altro è lo scudetto: “Il discorso scudetto non è ancora chiuso ma l’Inter è la più accreditata a vincerlo. L’Inter ha meritato il derby, Ibra è stato il più pericoloso di tutti. La differenza fra il mio Milan e quello di Pioli? E’ Zlatan Ibrahimovic”.

Lotito e Bologna

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C’è poi un retroscena legato alla Lazio, la “sua” Lazio, prossima avversaria del Bologna (sabato, ore 18 al Dall’Ara). “Non è vero che non mi abbia mai chiamato per allenarla. Successe prima che andassi alla Fiorentina ma con Lotito non ci siamo trovati…”. Col Bologna ha un contratto fino al 2023, ma è lecito chiedersi se rimarrà o meno a fine stagione. “A Bologna sto bene – continua il tecnico -, è chiaro che sono una persona ambiziosa e mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di più importante, che comunque si può fare anche qui. Bisogna vedere se si ha la voglia di investire”.

Tifo Mancio e Croazia

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Poi, un occhio sulle Coppe e sull’Europeo. “La Stella Rossa è la mia squadra del cuore e la tiferò. Poi sulla panchina c’è Stankovic che è un mio fratellino ma la qualificazione contro il Milan la vedo complicata. L’Italia di Mancini? Grazie a lui sono diventato allenatore ma quanto alla vittoria, beh, non ho la palla di vetro ma me lo auguro che vinca. Visto che non ci sarà la Serbia farò il tifo per l’Italia e anche un po’ per la Croazia”.

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