Luca, medico e primo vincitore del concorso generale: “Per Alberto, che non c’è più…”

La dedica al vicino di casa scomparso per il Covid: “Siamo diventati genitori insieme e insieme andavamo allo stadio. Di questi tempi voi giovani, siate responsabili…”

Finisce a Cesena il primo premio di giornata del concorso generale della Magic Cup. “Anche se io sono nato a Bologna – spiega il vincitore, Luca Baldrati, professione medico – e sono un cuore rossoblu da sempre. Ho 63 anni, e da una decina gioco al Fantacalcio, che per me è sempre stato solo la Magic: una delle passioni che mi aiutano a non temere un nuovo lockdown, insieme alla cucina, al vino – sono anche sommelier – e al bridge. E alla Gazzetta: i miei due figli, che ora hanno 31 e 27 anni, da bambini aspettavano che tornassi a casa per andare in bagno leggendo la rosea, come vedevano fare a me”.

La dedica

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Figli che ora potranno avere anche la Nintendo Switch vinta dal padre, facendo più punti di tutti nella sesta giornata, che poi è anche la prima del concorso generale , con i punteggi azzerati dopo aver premiato i vincitori del Torneo di Apertura. “Qualche premio piccolo lo avevo già vinto negli anni scorsi, come l’abbonamento annuale a Fifa. Che però i miei figli avevano già. Questa volta mi hanno fatto vincere Barak, la difesa e tanta fortuna: ci si può riuscire anche senza Cristiano Ronaldo. Grazie a Locatelli che ha tirato il rigore, e non avrebbe dovuto giocare, o Barrow, che si è svegliato di colpo. Posso chiedere due cose? Una leggera e una seria… Quella leggera, da giocatore di fantacalcio, a voi di Gazzetta: perché non fate un concorso riservato solo a noi senior? Quella seria, da medico: state attenti, voi giovani, di questi tempi. Siete e dovete essere responsabili, anche più di noi anzianotti. Non abbiamo tutti il fisico di Zlatan. Penso ad Alberto, un carissimo amico, un vicino della porta accanto, con due figli maschi, coetanei dei miei: siamo diventati genitori insieme. Ricordo una volta che andammo a vedere Bologna-Juventus insieme: io bolognese, lui e i nostri due figli grandi juventini sfegatati. Il primo tempo finì 3-0, Paramatti, Fontolan e Signori, ricordo ancora il silenzio imbarazzante quando tornammo a casa. Alberto non c’è più: aveva 60 anni, se lo è portato via il Covid”.

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