La Lega scrive al governo: “Subito aiuti per il calcio o gettiamo la spugna”

Il presidente Dal Pino in una lettera al sottosegretario allo sport Valentina Vezzali: “Le presenze ridotte nelle prossime due giornate complicano una situazione già difficile per un settore penalizzato”

“Auspico il tuo autorevole intervento per sensibilizzare il premier e il Consiglio dei ministri” a intervenire con “misure di effettivo e concreto sostegno delle nostre società che sono al lumicino della resistenza gestionale e che rischiano di gettare la spugna”. Si conclude così una lettera riservata, inviata dal presidente della Lega di serie A, Paolo Dal Pino al sottosegretario allo sport Valentina Vezzali e per conoscenza al presidente della Figc, Gabriele Gravina.

LE RICHIESTE

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Nella missiva – visionata dall’AGI – si fa riferimento innanzitutto alle decisioni assunte dall’assemblea dei presidenti della Lega di serie A l’8 gennaio di limitare le presenze negli stadi per le prossime due giornate. “La decisione non è stata facile considerate le gravi perdite che essa determinerà in termini di incassi – si rimarca nella lettera -. Perdite che – si legge ancora – si aggiungeranno a quelle, gravissime, già patite nell’intero corso di questa pandemia dai nostri club con riferimento sia alla contrazione dei ricavi sia alle onerose spese sostenute per porre in essere tutte le vigenti procedure di sicurezza di accesso allo stadio. Perdite che, contrariamente ad altri settori d’impresa, hanno ricevuto ristori assolutamente minimali, inadeguati, e comunque in palese disparità di trattamento con riferimento, ad esempio, al settore cultura e spettacolo al quale apparteniamo”.

SOSTEGNI

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La Lega di serie A chiede dunque un sostegno a tutto il settore. “Le società sportive auspicano che questo atto di ampia disponibilità, assunto con unanime senso di grande responsabilità, determini nel governo l’attenzione che merita un settore quale quello del calcio di vertice che, numeri alla mano, ha – per le decine di milioni di appassionati – un ruolo economico portante nel sistema imprenditoriale italiano, in termini di fatturato e di produzione di contribuzioni erariali dirette ed indirette, che merita – per la sopravvivenza sua e dei suoi 300mila addetti – aiuti concreti in termini tanto di ristori quanto di individuazione di strumenti deflattivi che consentano l’assolvimento degli obblighi tributari e contributivi con procedure di rateizzazione coerenti alle effettive possibilità delle società, e di misure finanziarie straordinarie a sostegno del sistema calcio”.

CAPIENZA STADI

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Nella missiva, dunque, si rimarca quanto è stato deciso, ovvero la riduzione della capienza negli stadi, pur premettendo “che non ci sono evidenze scientifiche che possano far ritenere che la limitazione di capienza degli impianti sportivi, vieppiù se a cielo aperto, è utile a contenere il contagio virale”. Si sottolinea che “il recente incremento dei contagi in Italia è avvenuto in un periodo in cui gli stadi sono stati chiusi per la sosta festiva” e che l’accesso agli stadi «è riservato solo agli spettatori ‘super vaccinati’ in possesso di Green Pass rafforzato, e che le società organizzatrici degli eventi sportivi profondono il loro quotidiano sforzo per osservare, e far osservare, ogni normativa in materia di prevenzione e profilassi”. Per questo motivo si osserva che un eventuale provvedimento del governo che “addirittura escluda del tutto l’accesso del pubblico dagli stadi, sarebbe estremamente ingiusto”. La delibera arrivata con “unanime senso di responsabilità” che limita a 5000 persone per gara la capienza degli stadi ospitanti le gare delle competizioni di Lega, con conseguenza chiusura dei settori ospiti entrerà in vigore “a partire dalla prossima giornata del 16 gennaio 2022 fino al 6 febbraio 2022, allorquando il campionato riprenderà dopo la sosta per le competizioni delle rappresentative nazionali”.

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