Juve, il gioco delle fasce: Allegri può sorridere

Il gioco delle coppie… più uno. Se una regola non scritta nella costruzione delle rose delle grandi squadre impone due soluzioni per ogni posizione in campo, la Juventus nel reparto degli esterni bassi vanta quest’anno un’abbondanza anche superiore. A fronte di due maglie da titolare, sono infatti cinque le frecce all’arco di Massimiliano Allegri. E tutte piuttosto eclettiche, al punto da solleticare – in questi giorni meno frenetici del solito, tra allenamenti a ranghi ridotti e giorni di riposo – la fantasia del tecnico bianconero. Che parte, intanto, dal suo proverbiale pragmatismo: nessuno sconvolgimento in vista nella prima parte della stagione, in cui ai bianconeri tocca trovare certezze per non perdere ulteriore strada dalle rivali scudetto. Poi si vedrà: da metà stagione in avanti raramente Allegri ha fatto mancare il proprio tocco, come lo chef un attimo prima di posare il piatto al pass. E magari interverrà proprio sulle corsie: vuoi per dare consistenza e solidità a quella mancina, vuoi per esaltare il “lato forte” sulla destra.

Su quest’ultima fascia, salvo emergenze, agiscono infatti due degli elementi più brillanti della scorsa, pur abbastanza ombrosa, stagione. Anzi tre. Perché quella zona del campo è di competenza di Juan Cuadrado e Danilo, che davanti a loro possono contare anche sull’apporto di un Federico Chiesa sempre più dirompente. L’azzurro per ragioni tattiche era stato sovente dirottato a sinistra da Andrea Pirlo, ma lo stesso Allegri in conferenza stampa ha già avuto modo di chiarire che cercherà di lasciarlo il più possibile sul suo lato prediletto. E dunque davanti al colombiano, nella passata stagione miglior difensore europeo per numero di assist al pari di Raphael Guerreiro del Borussia Dortmund, o al brasiliano, il più presente nella Juventus di Pirlo davanti anche a Cristiano Ronaldo e Wojciech SzczesnyA meno di effetti domino innescati proprio dalla malleabilità dei due profili: Cuadrado può agire anche alto in assenza di Chiesa (come a Udine, quando il numero 22 è subentrato nella ripresa), Danilo sa adattarsi a play basso davanti alla difesa (come contro l’Empoli, dato che Locatelli non aveva ancora la condizione per scendere in campo dal 1′).

E poi c’è Mattia De Sciglio, un giocatore particolarmente caro ad Allegri. Il 28enne è rientrato a Torino dopo una stagione in preDanilo, 30 anni: per il brasiliano è la terza stagione alla Juventus stito al Lione da 33 presenze e 3 assist: parte da vice-Alex Sandro sulla sinistra, ma all’occorrenza può essere impiegato anche sulla corsia opposta. Sulle sue prospettive in bianconero, oltre alla figura del brasiliano, incombe anche quella scadenza di contratto nel 2022 che al momento condivide con Cuadrado, per il quale la dirigenza si è già mossa lavorando a un prolungamento di una stagione almeno.

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