Gattuso, niente esonero: ma c’è un rischio enorme per il Napoli

Il rischio, oramai, e che questa stagione si trasformi in agonia: e per uscire da questa forma di accanimento terapeutico, dopo la dodicesima sconfitta stagionale, Aurelio De Laurentiis ha chiesto almeno che calasse il silenzio intorno al Napoli. Non si può tornare indietro, certo che no e ormai Verona dista ventotto giorni: dentro ci sono finite una serie di nuove sciagurate serate che hanno demolito quest’annata piena di nulla e la Champions League comincia a diventare un punticino che si perde nell’oscurità. Fu al «Bentegodi», quando annusò il pericolo, che De Laurentiis avrebbe voluto imporre la svolta che, invece, ha soffocato e adesso che la situazione sta precipitando, niente più Coppa Italia e (quasi) niente Europa League, praticamente niente di niente, il sospetto di essere in prossimità di un fallimento tecnico che si trasformerebbe in un disastro economico lo induce a starsene da solo, evitando di ascoltare almeno il chiacchiericcio del dopo-partita. La riflessione è prolungata, insegue una decisione che possa trasmettere una speranza e sospettare ch’esista una via di fuga da una realtà disperatamente irritante.

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Tace, non acconsente

La scossa, quella che ha immaginato in un’epoca non sospetta e che ha atteso, non è arrivata, e dunque Gattuso – e per lui anche Giuntoli ed il suo staff – dovranno rovistare nelle macerie e cercare di ricostruire qualcosa di credibile, in questi tre mesi che restano da attraversare: la scelta di cambiare è rimasta un’idea, congelata sino a prova contraria, e verrà ancora adagiata a bordo campo, sognando che muti lo scenario, che questo Napoli esca dalla propria letargia e scovi una soluzione che aiuti a scorgere un orizzonte ed a recuperare anche dignità.

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