Finalmente con i tifosi, ecco servito il derby a 5 stelle: domani su Sportweek

Dopo un anno e mezzo, domenica a San Siro 50.000 persone potranno di nuovo assistere alla sfida milanese. L’antipasto lo preparano due grandi chef stellati, il rossonero Bartolini e il nerazzurro Oldani nell’intervista doppia per il nostro settimanale

Bentornati alla Scala, del calcio e del bel canto. In attesa del Macbeth che riaprirà la stagione dell’opera il 7 dicembre, domenica sera saranno in 50.000 a cantare a San Siro, che riaccende le luci su un derby mai così atteso negli ultimi anni e affollato negli ultimi mesi: Milan-Inter torna a essere il centro di gravità permanente del calcio italiano, ma è anche una storia milanese che è poi il romanzo popolare di una partita che parla dell’Italia, dei suoi cambiamenti e tormenti. La storia, che potrete leggere domani su Sportweek (in edicola insieme alla Gazzetta per 2 euro), delle anime del tifo, delle canzoni e delle Champions (10, solo a Madrid ne hanno vinte di più), degli allenatori (emiliani, come altri in passato che hanno fatto grandi le milanesi) e dei dualismi, da Rivera-Mazzola a Ronaldo-Shevchenko. Ma il derby della Madonnina è anche rivalità fuori dal campo, è America contro Cina se allarghiamo il discorso alla proprietà, però nessuno vorrà pensare al business quando si accenderanno le luci a San Siro, perché fa impressione pensare che questo sarà uno degli ultimi derby nell’antico tempio destinato alla demolizione.

Numeri

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Dalla Scala del calcio a quella della lirica, siamo andati davanti a un altro luogo simbolo di Milano, in attesa di un derby stellare che è diventato… stellato grazie a due grandi chef (e grandi tifosi) che hanno giocato per Sportweek la loro personalissima stracittadina: il milanista Enrico Bartolini, che nel suo ristorante al Mudec ha riportato le tre stelle Michelin a Milano dopo 26 anni, e l’interista Davide Oldani, che l’anno scorso ha preso la seconda al D’O di Cornaredo. Stavolta, però, si sono accontentati di una sola: quella cucita sulle maglie della loro squadra del cuore, che hanno indossato per un divertente shooting tra palleggi e colpi di testa nel centro della città. Bartolini, che è chiamato “il Pirlo dei fornelli” ma ripensando al suo passato da mediano si definisce “un piccolo Gattuso”, con la 6 di Franco Baresi perché “è stato per me un esempio, come giocatore e come uomo”; Oldani, che come punta è arrivato addirittura in C2 con la Rhodense, con la 23 di Michael Jordan e dei suoi amici Materazzi e Barella, “ma prima di tutto perché è il giorno in cui ho aperto il mio ristorante e anche quello in cui ho conosciuto mia moglie”.

Tremarella

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La stessa passione, due modi diversi di vivere il tifo: più filosofico, o come dice lui “moderato”, Bartolini, più viscerale e istintivo Oldani. L’uno assapora il derby con un bel bicchiere di vino toscano (“Ma nei primi 15 minuti faccio le flessioni: è il mio modo di dare supporto ai ragazzi”), l’altro si esalta con le bollicine (“Prima però mi rilasso giocando a Playstation con mia figlia”). Non saranno tra i 50.000 al Meazza, domenica sera, ma di derby allo stadio ne hanno visti tanti. “Il mio esordio coincise anche con la mia prima volta a San Siro: ero già grande ma ho avuto il tremore alle ginocchia”: tranquillo, chef Bartolini, è l’effetto che fa la Scala del calcio.

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