Fair play finanziario, allo studio Uefa uno nuovo. E Ceferin attacca Andrea Agnelli: “Superlega una disgrazia”

Il vecchio fair play finanziario concepito dall’Uefa è morto. Ha fallito. Ne serve un altro. Più realistico, controllabile. Un sistema misto: Salary cap (tetto globale agli stipendi, commissioni agenti, spese per acquisti) e luxury tax (multe progressive per lo sforamento delle spese). I principi alla base sono la sostenibilità e competitività del sistema.

Il nuovo Fair Play studiato dalla Uefa

La novità è che le sanzioni economiche saranno prefissate e automatiche, per cui un club saprà in anticipo quanto dovrà pagare se sfora. In più ci saranno sanzioni sportive e divieto di prestiti di giocatori non giovani.

Tra dicembre e febbraio 2022 queste nuove regole dovrebbero essere approvate per entrare in vigore a luglio 2022. Cari sceicchi la pacchia è finita. Forse. Il vostro amico Ceferin – l’avvocato di Lubiana che dal settembre 2016 ha sostituito Platini alla guida della UEFA – stavolta pare faccia sul serio. Così almeno è parso in settimana alla Assemblea generale dell’ECA ( 234 club europei, ex presidente Andrea Agnelli, sede in Svizzera a Nyon ). È parso. Ci crede. Sente ,lo sloveno, di avere il fiato sul collo. La battaglia contro la Superlega, ancora oggi sostenuta da tre grandi club ( Juventus, Real Madrid, Barcellona) è ancora in alto mare. Ciò innervosisce il presidente Uefa. Perde le staffe. Si arrabbia violentemente. Diventa una furia. Come gli è accaduto lunedì scorso. Ha sbroccato di brutto.

Superlega, Ceferin attacca Andrea Agnelli

Sentite un po’.  Stoccata frontale: ”È scappato dalla nave. Ora l’Eca ha un bravo capitano (Al Khelaifi, nel caso specifico , ovvero il padrone del PSG ). Avete un grande board, il vostro futuro è luminoso “. Stoccata al cianuro:” Superlega? Idea disgraziata e ciarlatana “. Non nomina mai Agnelli. Per lui è solo un capitano Schettino. Un capitano codardo. E poi, più morbido: ”Molti di noi si stanno chiedendo quando torneremo alla normalità, perché il 2020 e il 2021 sono stati tutto fuorché normali. C’è stata la pandemia che ha indebolito il mondo del calcio ma dobbiamo stare uniti anche per riprenderci da quella disgraziata e ciarlatana  Superlega che speriamo sia un episodio che non torneremo a vivere. Il calcio è di tutti e non solo per pochi privilegiati“.

E sulle commissioni ai procuratori? Silenzio…

Su questo tema lo sceriffo Ceferin tace. Glissa. Svicola amabilmente. La Fifa invece si allarma. Basta leggere il suo ultimo report appena pubblicato. Il calcio è malato, necessita di riforme troppo spesso sbandierate ma mai attuate. Un esempio: le spese per i trasferimenti internazionali nel 2020 sono cresciute del 97,6% rispetto al 2021. E le commissioni riconosciute ad agenti e procuratori? Aumentate nientemeno che del 268,8%. Il pallone è sempre più vicino al baratro.

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