Entra Ronaldo e sbuca Rafia: la Juve soffre ma batte il Genoa ai supplementari

Ottavi Coppa Italia: bianconeri si fanno rimontare da 2-0 a 2-2, poi entrano CR7 e il giovane al debutto, che la risolve al 104′

Cristiano Ronaldo e Hamza Rafia: servono loro per portare la Juve ai quarti (contro Sassuolo o Spal). Servono anche i supplementari alla squadra di Pirlo, che si conferma ancora poco matura nel gestire le situazioni di vantaggio e addormentare le partite. Per ora si addormenta lei, come succede nel secondo tempo di stasera, contro un Genoa che comunque sa approfittarne. Suona la sveglia CR7, chiamato in campo per i tre minuti finali e soprattutto per i supplementari, decide l’ottavo il trequartista tunisino di passaporto francese dell’Under 23, al debutto da subentrante con la Juventus dei “grandi”. Finisce 3-2 con un suo gol, dopo il doppio vantaggio in 23’ di Kulusevski e Morata e il pareggio di Czyborra e Melegoni. Per Rafia, cresciuto nel Lione e da lì prelevato dalla Juve nell’estate 2019, è una serata di gloria, per la Juventus una serata troppo lunga (match aperto fino al 120’), specie alla vigilia di una sfida fondamentale, quella all’Inter domenica.

TUTTO FACILE?

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Gli ottavi di Coppa sono terra di turnover ed esperimenti: Pirlo schiera subito quattro ragazzi nati nel nuovo millennio, più o meno quotati: al big Kulusevski si aggiungono Portanova (prima del prestito), Dragusin (ormai quinto centrale in rosa) , Wesley esterno brasiliano dell’Under 23 promosso “a tutta fascia”, che confermerà di essere meglio in fase d’attacco che in copertura. Anche Ballardini lancia un ragazzino, il difensore Dumbravanu (che si aggiunge al futuro bianconero Rovella fra i post-2000): il suo impatto con il calcio dei grandi è un po’ più duro, perché gli tocca un Kulusevski ispirato e perché c’è poca protezione del centrocampo. I tre difensori per 45’ sono infilati su quasi tutte le verticalizzazioni bianconere: arrivano così due gol, più un altro paio annullati per fuorigioco. Morata e Kulu dialogano bene, ma dopo un minuto mezzo c’è la collaborazione di una linea difensiva rossoblù scombinata: Morata fermato in dribbling, palla a Chiellini che trova in area lo svedese: Dejan fa 1-0 e in seguito dà la sensazione di dominare. Si porta a spasso mezza difesa, si mangia il 2-0, infine (è solo il 23’) inventa un assist di prima (su lancio di Bentancur) per Morata, che non perdona.

RIMONTA

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Due a zero, grande volume di gioco offensivo e qualificazione che sembra in discesa, anche perché il Genoa mette la testa fuori per la prima volta dopo 28’: nell’occasione, però, fa gol. Cross da destra di Ghiglione, tuffo di testa di Czyborra, su cui Wesley non chiude: da esterno a esterno, come da manuale del 3-5-2, schieramento che i rossoblù interpretano in modo più fedele dei rivali, come al solito fluidi nelle transizioni. Nel Genoa l’osservato speciale Scamacca gestisce qualche buon pallone sulla trequarti, l’ex Pjaca si vede poco per 50’, poi si inventa un tiro a giro che finisce sulla traversa. I rossoblù dopo l’intervallo si chiudono meglio e si presentano più spesso in fase d’attacco con Rovella e Melegoni in netta crescita. Kulusevski devastante nei primi 45’ nei secondi non trova mai la giocata, Bernardeschi non mostra molte ragioni per invocarne un impiego più costante, Morata è in buona forma fisica ma sbaglia qualche appoggio. La Juve non la chiude e cala ulteriormente il ritmo: Melegoni così al 75’ pareggia, trovando un gran tiro a giro da fuori su cui Buffon non arriva. A 3’ dalla fine salta anche il programmato riposo di Ronaldo: Cristiano dentro per Wesley, ultimo cambio dei regolamentari. Rabiot aveva riposato 45’, poi è entrato per un Bentancur ancora ammonito, Bonucci e Danilo guardano dalla panchina per un’ora per poi rilevare gli ex-infortunati Demiral e Chiellini (buon rientro). Fra i big entra anche un altro giovane, Rafia: la risolverà lui. I trenta supplementari non sono una buona notizia in vista dell’Inter, ma se non altro i bianconeri ricominciano a correre. Dopo un paio di parate decisive di Paleari (su Morata e Rabiot), arriva in chiusura di primo tempo il gol del debuttante. Il classe 2001 è al posto giusto sul cross basso di Morata, cicca il pallone ma poi trova un modo di tirare ancora: doppia deviazione di due difensori, ma palla in rete per il 3-2. C’è ancora tempo per un salvataggio sulla linea di Arthur su colpo di testa di Radovanovic prima che Pirlo possa archiviare il debutto in Coppa Italia.

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