Ecco baby Kerkez, sulle orme di Theo: “Tifavo Juve, ma ora si cambia…”

Il 17enne ungherese giocherà nella Primavera rossonera, ma potrebbe andare spesso in panchina con la prima squadra. Perché un vero vice Hernandez non c’è

Chissà cosa l’ha colpito. Magari il sinistro preciso, l’indole offensiva alla Theo, o il dribbling facile pur essendo un esterno basso. Forse tutte e tre le qualità, ma quando Geoffrey Moncada punta un giovane sbaglia di rado. L’ultimo è Milos Kerkez, 17enne ungherese nato in Serbia. Terzino mancino su cui lavorare: longilineo, veloce, tecnico. “Ok, promosso”. E preso subito: blitz del Milan nell’ultimo giorno di mercato. Soprattutto in un ruolo dove un vice Theo tuttora non c’è (a meno di cambiare lato a Diogo Dalot), tant’è che l’agente del ragazzo – Daniel Kaposi – ha svelato il piano dei rossoneri: “Ci hanno detto che può essere considerato per la prima squadra”. Occhio al futuro.

Cosa sa fare

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Parliamo di Milos. Quest’anno ha giocato 18 partite in B ungherese fornendo 2 assist. Era la sua prima stagione tra i ‘pro’. L’allenatore, Sandor Csato, dopo un paio di panchine l’ha promosso titolare e lui non ha deluso. Campionato di metà classifica, il Gyor è nono, ma a lui serviva farsi notare. Caratteristiche: buona tecnica, cerca spesso il dribbling, punta il fondo a ogni azione per crossare. È uno che cerca sempre la giocata (anche troppo). Andrà inquadrato tatticamente e dovrà farlo Federico Giunti, allenatore della Primavera del Milan. Kerkez inizierà lì, con un occhio fisso sui grandi. Anche se prima di sognare dovrà imparare il nostro calcio: se cercate un filmato su di lui troverete soprattutto azioni offensive. L’indole è quella. Difensivamente va svezzato. Sinistro di piede, un metro e 76 di altezza, occhi vispi e furbi. A 14 anni passò un provino a Vienna per entrare nel Rapid. C’erano un centinaio di ragazzi, ne selezionarono soltanto due. Milos era uno di loro, ma dopo qualche mese è arrivato il Gyor. Scelta giusta. Come quella di andare al Milan su invito di Maldini: “Imparare dal migliore di sempre e da Theo, che è un’eccellenza oggi nel ruolo, è il sogno di tutti i terzini”. Anche se lui da bimbo tifava Juve (“ma questo ora dovrà cambiare”, ride). Nato in Serbia, cresciuto in Ungheria, non ha dubbi su quale nazionale scegliere una volta “grande”. “Voglio giocare con l’Ungheria, e lo devo al Gyor”.

Moncada style

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Dietro l’acquisto dell’ungherese c’è lui, Geoffrey Moncada. Predestinato da una vita. Arrivato in Italia nel 2018, ha 31 anni e appare di rado, sta dietro le quinte. È uno che al posto della faccia mette i dati e la competenza. Oggi è il capo scout del Milan dopo aver lavorato una vita a Monaco. Nel 2011 rimase intrigato da un report sulla scrivania. Parlava di un dodicenne del Bondy con “tecnica e personalità”. Era Kylian Mbappé. Ora vuole fare lo stesso a Milanello, costruendo la squadra del futuro. Kerkez, classe 2003, rientra in questo piano di scouting. Questo il manifesto di Moncada: “Quando uno scout vede un giocatore che gli piace, allora andiamo a vedere i numeri”. Seguiva Theo fin dalle giovanili dell’Atletico, e dopo un lungo corteggiamento l’ha preso l’anno scorso. Ora è il perno di un Milan che sogna di nuovo lo scudetto. Studiare, aspettare, affondare. Filosofia di vita e di carriera, finora di successo. Chissà come andrà con Kerkez.

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