Condizione, difesa, umiltà e approccio: Inter, quanto sei cambiata

Rispetto al derby di ottobre il gruppo di Conte ha più gamba, recupera Skriniar e Bastoni, ha messo il saio a Eriksen e Perisic e non fa più regali a inizio partita

Mentre il Milan sembra sempre uguale a se stesso, rispetto al derby dell’andata l’Inter è cambiata parecchio. E non soltanto nella classifica (da -2 a +1) e nella formazione, che vedrà almeno tre nomi nuovi rispetto a quel 17 ottobre.

Attenti a quei due

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La prima differenza che salta all’occhio è in difesa e nella solidità generale. In autunno Pioli ritrovava Ibra dopo il Covid e per lo stesso motivo Conte perdeva Bastoni e Skriniar. D’Ambrosio e Kolarov, nell’occasione compagni di reparto di De Vrij, soffrirono l’uno le sgommate di Leao e l’altro il mestiere di Zlatan, che si procurò un rigore molto furbo. Conte domenica avrà la difesa titolare, che dà garanzie non soltanto per la forma degli interessati ma anche e soprattutto per il lavoro di tutti in fase di non possesso palla.

Nuove armi

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L’Inter infatti arrivò al derby d’andata, che era in calendario dopo la sosta per le nazionali, col cantiere ancora aperto e con quella voglia di calcio champagne che a Conte si addiceva proprio poco. Nelle tre gare precedenti contro Fiorentina, Benevento e Lazio, Handanovic aveva incassato 6 gol – prima della virata tattica, saranno 13 in otto gare, contro le 11 nelle quattordici uscite successive -, c’era ancora il trequartista e i tre sudamericani erano appena rientrati dalle rispettive trasferte in nazionale.

Ora invece Lautaro è carico a pallettoni, Sanchez – che tornò dal Cile a pezzi – dalla panchina può sparigliare le carte e Vidal sta smaltendo alcuni acciacchi per prendersi una maglia a spese di Eriksen. E proprio il danese è la terza novità di formazione: un piede di velluto in una squadra così muscolare e un’alternativa a Brozovic in regia. Un’arma sui piazzati, come ha constatato proprio il Milan in Coppa Italia. A cui aggiungere: un nuovo Perisic tutta umiltà e un Barella tornato al suo posto. A ottobre faceva il trequartista, mentre ora la forma è lievitata come un soufflé. Nicolò parte basso, ma avendo quattro polmoni è anche quello che più spesso va in appoggio alle punte.

Approccio

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Anche attraverso un blocco che Conte sta ritoccando il meno possibile, l’Inter nell’ultimo mese non ha più sbagliato l’approccio alle partite. Prima succedeva spesso, come dimostra lo stesso derby in cui quei minuti iniziali di bambola sono risultati decisivi. Se in assoluto nelle ultime 5 uscite si è arreso soltanto alla carambola Milinkovic-Escalante, l’ultimo gol preso da Handanovic in un primo tempo risale a più di un mese fa (10 gennaio, Roma, peraltro con un tiro di Pellegrini deviato nell’angolino). Tra l’altro partire bene domenica potrebbe pesare il doppio, perché il Milan in questo campionato non ha mai vinto da situazione di svantaggio. Rimonta che all’Inter invece è già riuscita 4 volte, contro Fiorentina, Torino, Cagliari e Crotone.

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