Che brutto linguaggio circondava Diego

ROMA – Che brutto linguaggio ha circondato Diego negli ultimi mesi di vita. Veramente pessimo. Professionisti con laurea che dal vivo  appaiono ossequiosamente baroccanti e formulano frasi di grande amicizia verso Maradona e la sua famiglia allargata e poi nelle chat scrivono e parlano senza freni in maniera a dir poco grossolana o se preferite anche volgare. Maradona stava esalando l’ultimo respiro e il suo medico di fiducia Leopoldo Luque commentava con un suo collega: «Se va a cagar muriendo el gordo”. Una frase che ha fatto sobbalzare e indignare centinaia di milioni di persone in ogni angolo del pianeta sinceramente affezionate al Pibe in forma spontanea.

CHAT TRIVIALI – Pur volendo depurare il verbo cagar (in Argentina è un modismo, un modo di dire e si utilizza anche per rovinare) resta una volgarità nei confronti di un uomo morente. La psichiatra Agustina Cosachov parlando con il psicologo Carlos Díaz (entrambi indagati per omicidio colposo con Leopoldo Luque, l’infermiera Dahiana Gisela Madrid che assisteva Diego durante la convalescenza post intervento al cervello e anche l’infermiere Ricardo Almiron, presente il giorno del decesso di Maradona nella casa del barrio San Andres) riferendosi a Verónica Ojeda, ex compagna del Pibe e madre del suo ultimo figlio, il piccolo Diego Fernando, che aveva chiesto informazioni sulla saluta di Maradona l’apostrofa come “quilombera” (è slang lunfardo, leggi casinista), in maniera dispeggiativa “negra villera” (donna povera, sciatta) e l’altro laureato risponde: ““Sí, pata sucia, mala y falsa”. E quando Jana, una delle figlie di Diego, negli ultimi giorni di vita del padre, propone il ricovero in un centro specializzato per la riabilitazione perché vedeva che le condizioni di salute erano peggiorate e nella casa mancavano defibrillatore, bombole di ossigeneo, l’appellativo coniato dal medico Luque per la ragazza è “una pelotuda de mierda” (una stronza di merda). Al di là dell’inchiesta condotta dalla Procura di San Isidro che sta cercando di fare al meglio il proprio lavoro per eventuali responsabilità (mala praxi) sulla morte di Maradona avendo per altro addosso gli occhi del mondo, appare quanto meno meschino il ruolo di alcuni medici che erano pagati per cercare di tenere in vita Diego. Che fosse un paziente difficile si sapeva, ma che fosse finito in certe mani no. 

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