Alvaro, altri due gol per riprendersi la Juve: “Qui mi sento desiderato”

Quando segna i bianconeri non perdono, dalla Serie A alla Champions. Tornare a Torino è l’occasione della vita, Alvaro non vuole sprecarla: “Alla Juve ho tutto ciò che mi serve”

Stavolta niente Var, tutto valido. E l’Est Europa porta bene: due gol a Kiev e due gol a Budapest, super Morata in Champions League. Ormai sembra il Re Mida bianconero: tocca un pallone e segna, e quando lo fa la Juve non perde mai. Rewind. Gol al Crotone, 1-1; gol allo Spezia, 1-4; doppiette alla Dinamo Kiev e al Ferencvaros: 0-2 e 1-4. Sei gol in sette partite (più 5 annullati…). Un porta fortuna anche l’anno scorso con l’Atletico: 15 partite in gol e una sola sconfitta. A Torino si sta ripetendo. “Mi sento più completo – ha detto dopo i gol – più passano gli anni e più miglioro”.

Decisivo

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Arrivato in punta di piedi, in silenzio, bollato come “ripiego”. Guai a dirlo però, sia a lui che a Pirlo: “Non è vero, cercavamo uno così”. Campo, gol e prestazioni danno ragione al tecnico e alla punta, tornata in Italia dopo 4 anni itineranti tra Real, Atletico e Chelsea. Lasciò la Juve nel 2016, è tornato appena si è presentata l’occasione. Prestito con diritto di riscatto e qualche dubbio iniziale, perché la Juve ha inseguito Dzeko e poi ha preso Alvaro, l’ex golden boy della cantera del Madrid con 30 reti all’anno nelle giovanili. Al Real stregò Ancelotti e Mou, alle Juve Max Allegri: “In attacco sa fare tutto”. Ventisette gol in 2 anni e poi adiòs.

Champions

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Oggi è l’insostituibile, l’uomo che risolve le partite e che ha messo in panchina Dybala. Alla Puskas Arena, infatti, l’Ariete ha messo la Joya a sedere. Titolare e via, due gol. Il terzo lo sigla proprio l’ex Palermo (e propizia il quarto, poi autogol). Contenti tutti, soprattutto Alvaro. “Approfitto della qualità degli altri per fare bene”. Lavoro, sacrificio, silenzio, testa bassa e risultati. Così si è preso la Juve, ecco perché Pirlo non ci rinuncia più. Soprattutto in Champions: “Mi sento voluto e desiderato – ha detto ancora Morata – ho tutto ciò di cui ho bisogno per stare bene. Se continuiamo così, possiamo arrivare lontano”. Lui e Cristiano Ronaldo davanti: “Un grande compagno, aiuta tutti, l’ho sempre visto così, spero ci porti più in alto possibile”.

Rientro

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Morata voleva tornare in Italia e non l’ha mai nascosto. Il Paese dove anni fa trovò i primi gol e pure l’amore (sua moglie, Alice Campello, è di Venezia). In Champions, poi, il feeling è rimasto lo stesso: 19 gol in 59 partite, 11 con la Juve. Nel 2014-15, l’anno della finale di Champions persa contro il Barça, segnò la rete dell’1-1 momentaneo (i bianconeri perderanno 3-1). Ora è rientrato dopo aver girato parecchio: “Ho l’occasione della vita”, disse il giorno della presentazione. Almeno per ora, non sta sbagliando un colpo.

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