A Sinisa il Premio Geremia (con 39 di febbre, da remoto) per “La Partita della Vita”

Mihajlovic ha ricevuto il premio letterario per il libro scritto con il vice direttore della Gazzetta Andrea Di Caro. Il tecnico del Bologna però è comparso solo in video: “Ho fatto la terza dose di vaccino e non sono nemmeno riuscito a dirigere l’allenamento. Il libro? Poco calcio e molta vita. Mancio al Mondiale? Ce la farà”

Sinisa Mihajlovic, dopo esser stato insignito della cittadinanza di Bologna, ha ricevuto il Premio Letterario “Memo Geremia 2021” giunto alla settima edizione. Il tecnico del Bologna si è collegato – assieme ad Andrea Di Caro col quale ha scritto il libro premiato “La partita della Vita” – da remoto. “Mi spiace non esser presente – racconta il tecnico dalla stanza del proprio hotel di Bologna – ma da stamattina ho 39 di febbre, ho fatto il terzo vaccino, non sono nemmeno riuscito a dirigere l’allenamento ma spero domenica di andare in panchina. È un premio che mi inorgoglisce molto: ieri sono stato insignito della cittadinanza di Bologna e oggi questo riconoscimento. Il libro? C’è poco calcio e molta vita: l’infanzia, le guerre, la malattia e tutto ciò che la vita mi ha insegnato. Io ho due cittadinanze, e così anche la vita ne ha due: la salute e la malattia. A volte ti tocca usare il secondo passaporto ma in questo caso è importante avere, come è capitato a me al Sant’Orsola di Bologna, un supporto enorme da parte di medici e infermieri. E pensare alla prevenzione”.

Mancio ce la farà

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Il tecnico del Bologna, con anche Di Caro, si collega con la Sala della Ragione in streaming attorno alle 23. “Dopo la malattia ho cominciato a guardare il mondo e le cose in modo diverso – dice Miha -. Prima dividevo tutti, poi quando sono stato male vedevo che riunivo tutti. E non era da me. Appena ho ritrovato un po’ di forze ho voluto tornare quello di una volta, che divideva: e mi sono inventato cose per far sì che questo succedesse, perché mi trovo meglio a fare un po’ di…casino. In certi momenti, a parte tutto, capisci anche le piccole cose belle della vita. Ma capisci anche quanto siano importanti la prevenzione e la ricerca: e senza quelle forse sarebbe stato tutto diverso”. I presentatori parlano del calcio di una volta (“Mi manca e mi piaceva molto: oggi sembra quasi non si possa più prevedere il contatto in campo”), poi si va sull’amico Roberto Mancini. “Se ce la farà ad andare in Qatar? Penso di sì, l’Italia è forte ma deve giocare un po’ meglio. Ma penso ce la farà”.

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