Zanetti: “Lukaku poteva essere più chiaro, ci siamo rimasti male”

Zanetti su Inzaghi: “Gli siamo rimasti sempre vicini”

Poi su Simone Inzaghi: “È stato bravo a rimanere calmo e sereno nei momenti di difficoltà, restando consapevole di quello che poteva fare, credendo sempre nel suo lavoro al di là del risultato. L’anno scorso ci sono stati momenti difficili in cui è stato molto criticato dall’esterno, ma lì si vede la forza della società: supportare l’allenatore in momenti come quelli. Quando si sceglie un allenatore bisogna dargli il tempo necessario per lavorare: c’è un percorso, ci sono momenti in cui va tutto bene e momenti in cui ci sono difficoltà. Noi vedevamo che le prestazioni c’erano, era questione di tempo. Anche arrivare in finale di Champions League ha contribuito a credere sempre in Simone. Ogni vittoria nasce dai momenti di difficoltà, dalle sconfitte, quando perdi un campionato, quando esci dalla Champions o perdi una finale: lì si costruisce una mentalità forte, una resilienza che ti permette di sapere dove migliorare per arrivare all’obiettivo. C’era preoccupazione per i risultati che non arrivavano, ma come dicevo prima c’erano le prestazioni: siamo sempre rimasti vicini al nostro allenatore. Nei momenti di difficoltà la società deve essere sempre presente. Simone è entrato subito in empatia con i nostri tifosi, la sua umiltà e la sua calma sono trasmesse anche a loro. Lui si è innamorato subito dell’ambiente e della famiglia dell’Inter, ad Appiano è felice, sempre sorridente: questo vuol dire tanto. Paragone con Mourinho? Hanno due personalità diverse, sono due grandi condottieri che ti portano alla vittoria, ognuno alla sua maniera. Credo che Simone ci porterà a tanti successi, non siamo neanche a metà del ciclo. Mi auguro rimanga per tanto, lui si trova bene con noi e noi con lui. Ormai ci conosciamo, sappiamo come la pensiamo: vedendo i risultati e lo spirito di squadra c’è tanta tranquillità”.

Zanetti: “Lautaro e Thuram? Una sorpresa”

Chi è la faccia di questo scudetto? Lautaro quando fa gol non sembra lui, gli si trasforma l’espressione, dimostra tutta la voglia che ha. Sorpresa? Thuram si è adattato subito bene ed è stata una sorpresa in positivo. Ha trovato sintonia anche con Lautaro, non è facile per un attaccante che arriva dall’estero adattarsi al calcio italiano, lui l’ha fatto fin dall’inizio. Anche Pavard e tutti i nuovi acquisti, Sommer, Frattesi… Davide è entrato spesso in momenti di difficoltà, ma risultando sempre determinante: questo vuol dire che si sentiva parte importante del gruppo e avere giocatori così è fondamentale. Lautaro e Thuram? Siamo stati sorpresi tutti, è nata subito un’intesa, si sono trovati anche fuori dal campo, sono sempre insieme. In campo le cose riescono perché se ti trovi bene fuori è più facile. Sommer? Dopo Onana è arrivato un portiere che ci dà tantissima sicurezza, molto serio e molto professionale durante la settimana e per come prepara le partite: ci fa piacere avere giocatori così in rosa. Calhanoglu? Grandissima personalità, un trascinatore, uno di quelli che meritava di vincere questo campionato così. Mkhitaryan? Cervello della squadra, sempre nel posto giusto, non bisogna spiegargli nulla. Barella? Ha fatto un campionato straordinario, da vero leader in tutte e due le fasi, sempre al servizio dei compagni: fondamentale. Dimarco? Lo sognava da bambino, è cresciuto con noi, è andato via ed è tornato da vero uomo: si è visto il suo interismo, quanto ci teneva a vincere con questa maglia e l’ha fatto da protagonista. L’Interismo ha fatto la differenza, si è creato qualcosa di unico tra società, tifosi e giocatori: questa è la chiave per vincere”.

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