Women-mania per la Champions: col Chelsea Stadium tutto esaurito?

L’ingresso gratuito deciso dalla Juventus ha trovato terreno fertile fra i tifosi. E Sara Gama sentenzia la crescita del movimento: “Cambiate tantissime cose negli ultimi anni, il gap coi top club europei si è ridotto notevolmente”

Oltre 17 mila tifosi hanno già ritirato il biglietto per assistere al match di Women’s Champions League tra Juve e Chelsea. C’è ancora tempo e il flusso di richiesta non si è fermato: si potrebbe arrivare al tutto esaurito, stando alla metà dei posti disponibili all’Allianz Stadium come da protocollo anti Covid in vigore. Il club ripropone la stessa iniziativa di quel 24 marzo 2019, scontro diretto per lo scudetto con la Fiorentina: biglietti finiti a poche ore dal match anche in quella circostanza.

CRESCITA DEL MOVIMENTO

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Da allora di cose nel calcio ne son cambiate tante, ancora di più nel movimento femminile. “È cambiato tantissimo”, ammette Sara Gama, vice presidente dell’AssoCalciatori e in prima linea sul piano politico per giungere al professionismo in Italia. “Stiamo facendo una crescita esponenziale. Dal 2015 ogni anno è stato messo più di un dettaglio e Juventus ha sempre mostrato la sua presenza. Poi in Champions è cambiato il format, vogliamo gustarci questo girone. Credo il gap con i grandi club del calcio europeo femminile si sia ridotto notevolmente”.

VERSO L’EUROPA

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L’ultimo impulso per compiere ancora un altro passo in avanti lo ha dato il cambio della guida tecnica in casa Juve, la scorsa estate: Joe Montemurro, seppur allievo della scuola allenatori di Coverciano, ha portato a Vinovo un’aria nuova, decisamente più europea, per ampliare i margini di crescita di un gruppo che nella passata stagione era riuscito a vincere tutte le gare in Serie A, ma continuava a vedere lontano il livello delle prime d’Europa. “Certo che possiamo giocarcela con tutte le squadre della Champions – ridabisce l’ex allenatore dell’Arsenal femminile, ora alla guida della Signora -. Ho una squadra importante, crediamo nel nostro stile di gioco e vogliamo far vedere la forza della Juve anche in Europa. È vero che il Chelsea è più esperto, ma sappiamo già come affrontare queste partite”.

CAMBIAMENTO

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Il progetto Juve nel settore femminile cresce a vista d’occhio, sotto la guida del direttore Stefano Braghin. Sempre abile in questi anni sul mercato e nella scelta dei tempi per incidere sui fattori di cambiamento senza esporre troppo la squadra al rischio di un calo di rendimento. A testimoniarlo l’ultimo record ottenuto in Serie A, con la striscia di trenta vittorie consecutive nonostante un cambio di guardia in panchina (e un notevole cambio di rotta sulla filosofia di gioco) in mezzo. Ancora Montemurro: “Non ho portato nessuno dei miei collaboratori qui, ho deciso di ereditare la situazione. Sono contentissimo anche di tutti i collaboratori, non solo quelli dello staff tecnico ma anche medico e dell’ufficio. Siamo tutti al lavoro insieme e il livello è molto alto”.

LA MISSIONE

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Non resta che vivere allo Stadium un’altra serata storica, e misurarsi con la squadra vice campione d’Europa per comprendere il reale livello attuale del gruppo. “Un’emozione speciale, quasi una roba da film”, spiega Martina Rosucci. Mentre Arianna Caruso, fresca di rinnovo e tra le giovani che hanno indossato più volte la maglia bianconera in gare ufficiali, non nasconde l’ambizione di voler “vincere la Champions League con la Juve nel girone di due anni”. Pronte al ritorno in campo anche Cristiana Girelli e Barbara Bonansea, quest’ultima la prima giocatrice che ha mosso un super agente come Mino Raiola nel calcio femminile. E che ha spiegato a DAZN la nuova missione per il ritorno allo Stadium: “Spero che possa essere un bello spot per il nostro calcio, speriamo di poter dare il massimo”.

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