Vlahovic una maschera di rabbia: ancora una partita a secco, tutta la delusione in panchina

Un solo tiro dopo 70 minuti e subito dopo il cambio di Allegri in chiave Inter: l’immagine simbolo della sconfitta della Juventus in casa del Genoa è la tensione del bomber serbo per la sua prestazione

Niente per 70 minuti poi un’azione caparbia come quella che col Sassuolo, alla sua seconda partita bianconera, era valsa un gol: corpo a corpo sulla sinistra con Bani, cade, si rialza, mette a sedere anche Hefti e spara un siluro diagonale verso la porta del Genoa, trovando a murarlo Sirigu. Almeno finché lui era in campo la Juve era avanti, ma resterà l’unica azione della serata di Marassi in cui si è visto Dusan Vlahovic. Zero prima e cambiato subito dopo, con Alvaro Morata inserito al suo posto.

Tutta la delusione

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L’abbraccio di Massimiliano Allegri al momento del cambio è il segno di un’intesa a oggi forte, anche per la disponibilità del serbo a farsi plasmare da un tecnico di pedigree. Ma la delusione di Vlahovic era forte, fortissima, e la foto della serata è quella dell’attaccante ex viola in panchina che si mangia le mani, non solo le unghie, a guardare i compagni, ben prima della rimonta confezionata dal Genoa. Non per il cambio stavolta, c’è la partita con l’Inter a cui pensare: Vlahovic ce l’ha con se stesso, per la prestazione di Marassi. E perché è la terza partita di fila senza segnare: non era mai successo in questo campionato.

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