Vlahovic, la carica di Prandelli: "Non pensare al gol e ne farai un mare"

TORINO – Nei 5 mesi fiorentini, a cavallo tra il novembre 2020 e il marzo 2021, Cesare Prandelli non ha solo rivissuto le vibrazioni viola che per 5 stagioni aveva provato dal 2005 al 2010. Ha anche avuto il piacere di conoscere e allenare un giovane predestinato e ostinato a volere sempre, da se stesso, almeno il 100% in ogni partita: Dusan Vlahovic. Premessa che inevitabilmente porta a non essere quasi mai pienamente soddisfatti. Non solo, condizione che alla lunga può deteriorare la serenità di base e rendere complicata la ricerca dell’equilibrio, pietra angolare sulla quale costruire qualsiasi impresa. Con 4 partite di fila senza gol, 3 di campionato e una di Coppa Italia proprio contro la sua ex Fiorentina, normale che l’umore del bomber serbo non sia allo zenit, ma Allegri non perde occasione per ricordare privatamente e in pubblico che in Dusan crede, eccome. Del resto anche nell’ultimo match di Marassi, Vlahovic non ha sbagliato un pallone. Il problema, semmai, è che non gliene sia stato servito manco uno buono per essere trasformato in oro. L’unica occasione, respinta da Sirigu sul proprio palo con deviazione in angolo, se l’è autocreata con una determinazione stile panzer.

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Juve, Prandelli e Vlahovic

Vlahovic deve dunque stare sereno, come sottolinea il suo ex allenatore Prandelli: «Appena arrivato alla Juventus nel mercato di gennaio, ha inevitabilmente avvertito una grande responsabilità perché da lui si ci si aspettava tanto. E paradossalmente il fatto di aver cominciato al massimo, segnando subito tantissimo, lo ha messo in una condizione per cui la gente fosse portata a pensare che da solo poteva risolvere, tutti e subito, i problemi della Juventus. Ma ovviamente non poteva essere così. Tra l’altro si tratta di un giovane che deve ancora vivere un certo tipo di esperienze per completare il normale percorso di maturazione. Sì, è vero, da alcune partite non segna ma se ripensiamo anche all’ultima gara con il Genoa tutti saranno concordi nel dire che il suo lo ha fatto eccome, come peraltro nelle partite precedenti. Dusan è sempre un riferimento preciso per la squadra, si propone, si batte. E poi non esistono giocatori capaci di segnare un gol in ogni partita. Questo deve essere chiaro a tutti. L’unico consiglio che mi permetto di dargli è quello di restare tranquillo anche perché lui è un campione vero, per cui di reti ne farà un mare. Anzi, scenda in campo sereno, cercando e pensando solo di aiutare la squadra come sta facendo, in questo modo la rete sono certo che la troverà al più presto. Ripensando al nostro rapporto in viola, mi ricordo un ragazzo che si impegnava tantissimo e molto esigente, che pretendeva il massimo dalle proprie potenzialità. Anche ora si percepisce in maniera evidente quanto vorrebbe fare di più, per come lotta e come cerca di dare il proprio apporto senza risparmiarsi. Ma a volte questo atteggiamento può essere nocivo per la qualità». 

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