Vialli, Berlusconi e quei teneri ricordi di chi ci ha lasciato

Il calcio e gli amici scomparsi nel 2023: le corse di Mazzone e Lodetti, la luce di Suarez, la stella di Bet

Spoon River dell’anno di poca grazia 2023 che si è portato via troppi amici del nostro calcio. Vivono nel ricordo e in ciò che ci hanno insegnato. Ernesto Castano (5 gennaio). Alla Signora regalò 3 scudetti e altrettanti menischi. Cuore d’acciaio e ginocchia di vetro. Capitano della “Juve operaia” che strappò il titolo alla Grande Inter nel ’67. Gianluca Vialli (6 gennaio). Ci ha insegnato che anche il peggior nemico possibile, la morte, dev’essere trattato con rispetto. “L’ho caricata a bordo, viaggia con me”, spiegava. L’epilogo della sua giovane vita è stato un calvario, ma anche la sublimazione della sua limpida carriera di sportivo. Luca era il miglior allievo di Rita Levi Montalcini che raccomandava: “Aggiungete la vita ai giorni, non giorni alla vita”. Vialli non ha lottato per durare più a lungo, ma per vivere più intensamente, fino a diventare campione d’Europa, ispirando gli azzurri. Le lacrime che ha pianto a Wembley sulle spalle dell’amico Mancini erano lacrime d’addio, ma anche di vittoria. 

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