Ventura su Napoli-Torino: “Bel duello Osimhen-Bremer”

NAPOLI – Napoli-Torino è una partita a cui Gian Piero Ventura è particolarmente legato. L’ex commissario tecnico della Nazionale ha infatti allenato, in periodi molto diversi, entrambe le formazioni e, in vista della gara di domenica, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte per provare a leggere la partita che potrebbe essere: “Chiaramente – chiarisce il tecnico – parliamo di due esperienze per me completamente diverse. Guarderò la partita anche di persona se non in tv: la gara darà buone risposte anche se siamo ancora a inizio campionato. Il Napoli incontra una squadra molto aggressiva e che non fa giocare. Per il Torino sarà un altro grande banco di prova perché la crescita della squadra va verificata contro squadre dello spessore del Napoli. Partita indicativa sul futuro di queste due squadre, dagli obiettivi diversi ma entrambe con difficoltà nell’affrontare le caratteristiche delle singole squadre. Osimhen? Dicevo dall’anno scorso che era un acquisto straordinario. Sarà bello vederlo contro Bremer, che al momento è uno dei migliori difensori della Serie A. Sarà uno spettacolo nello spettacolo“. Ma sarà una sfida anche tra allenatori dalle fisolofie molto diverse: “Juric – spiega Ventura – fa dell’aggressione e della grande condizione fisica gli aspetti prioritari. Evidentemente l’aspetto tecnico per lui è secondario, tanto è vero che se prendi un giocatore tecnico poi lo devi lavorare sotto l’aspetto dell’aggressività e della disponibilità. Ci sono pro e contro per tutte le cose. Ci sono allenatori che vogliono la palla giocata e altri che si concentrano sull’aggressività. Ma è l’Italia che è un po’ particolare rispetto alle altre nazioni“.

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“Non è il calendario il nemico del Napoli”

Tanti dubbi, nel’ambiente partenopeo, sono sorti per come la squadra riuscirà a sopperire alle assenze che la Coppa d’Africa di gennaio imporrà a Spalletti. Ed anche Ventura concorda: “Una squadra che fa sette vittorie consecutive ha di certo la convinzione giusta per vincere, ma la Coppa d’Africa andrà a incidere perché porterà via giocatori fondamentali. Non la trovo una cosa corretta ma queste sono le regole e bisogna saper accettare il calendario. Non vedo nel calendario un nemico del Napoli quanto piuttosto la perdita di giocatori fondamentali Giovanissimi che possono giocare titolari? La qualità serve ma anche il coraggio di farli giocare. Nel campionato italiano c’è però una pressione decisamente diversa rispetto ai campionati stranieri. Se fa due partite sbagliate è da rimandare nelle giovanili, in Italia manca un po’ di equilibrio. Il calcio è cambiato, sotto tutti gli aspetti. Una volta si giocava tante ore al giorno negli oratori, oggi un’ora al giorno nelle scuole calcio. La tecnica prima era prioritaria su tutto, oggi l’aspetto fisico e tattico prevale su quello tecnico“. Chiusura sulla Nazionale, una ferita ancora aperta per tanti, Ventura compreso: “Se guardo le partite della Nazionale? Certo, faccio anche il tifo. Rabbia? Non voglio neanche più affrontare l’argomento, ho sbagliato ad accettare la panchina e ho pagato ma ero e sono tifoso della Nazionale. Mancini e la Federazione hanno fatto un lavoro straordinario, dopo l’Europeo andiamo a prenderci il Mondiale“.

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