Ventura, quando la maglia della Nazionale “pesa” anche per il c.t.

Oggi il tecnico ligure dice basta. Scelto, dopo un ballottaggio con De Biasi, per la bravura nel lavorare con i giovani, fu “stoppato” dallo spareggio contro la Svezia. E l’Italia saltò il Mondiale 2018

Nel giorno in cui probabilmente Mancini decide il “suo” Mondiale contro la Svizzera, dice basta Gian Piero Ventura il cui Mondiale si fermò bruscamente quattro anni fa allo spareggio con la Svezia, il 13 novembre 2017. Uno 0-0 che ci condannò a vedere Russia 2018 alla tv e a ricominciare tutto daccapo. Che coincidenza. Se Ventura si fosse qualificato, chissà quale sarebbe la Nazionale oggi. Difficilmente, in ogni caso, con lui alla guida perché Ventura aveva ormai perso la squadra che non lo seguiva più, anzi aveva accennato una ribellione nei suoi confronti proprio nei giorni del doppio spareggio.

SENZA LIPPI

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Eppure Ventura non aveva cominciato male la sua carriera azzurra, all’indomani dell’addio di Conte dopo Euro 2016. Era stato scelto, vincendo il ballottaggio con De Biasi, per la sua bravura nel lavorare con i giovani. E anche per un certo coraggio tattico che aveva sperimentato con un 4-2-4 molto offensivo, con risultati apprezzabili e spettacolari, nel Bari e nel Torino. Sarebbe stato utile al suo fianco Marcello Lippi che, dall’alto della grande esperienza internazionale, non gli avrebbe fatto mancare supporto e suggerimenti al momento di alcune scelte cruciali errate. Problemi di conflitto d’interessi negarono al c.t. mondiale il ruolo di direttore generale e lui rimase solo. D’altra parte Ventura è stata la conferma che la maglia della Nazionale può “pesare” tanto anche sui c.t. e non soltanto sui giocatori.

AH, LA SPAGNA…

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Non tutto è da cancellare del ciclo Ventura. Ha insistito sugli stage, utilissimi, inserendo gradualmente alcuni giovani che poi Mancini s’è ritrovato. Ha provato soluzioni interessanti. Ha predisposto il terreno affinché Donnarumma subentrasse a Buffon. Ha avuto una grande sfortuna, quella di essere sorteggiato nel gruppo mondiale con la fortissima Spagna, però ha commesso errori gravi nella doppia sfida. Prima, a Torino, temendo troppo i rivali che invece avremmo potuto battere, visto lo svolgimento di quell’1-1. E poi, a Madrid, osando uno sbilanciatissimo 4-2-4 che ha spianato lo strada al 3-0 degli spagnoli e che anche noi della stampa – immaginando che avesse dati e rassicurazioni importanti sulla tenuta degli azzurri – non abbiamo messo in discussione alla vigilia come avremmo dovuto. Questo dobbiamo ammetterlo.

DISASTRO SVEZIA

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Da quel giorno il banco è saltato, Ventura non ha più avuto in mano la squadra, si è intestardito su scelte sbagliate e ha capito che in Figc qualcuno stava pensando addirittura al cambio in corsa, temendo di perdere la Russia. L’Italia ha faticato anche contro Israele ed è stata brutta e sfortunata contro la Svezia, pagando decisioni arbitrali sbagliate che la Var avrebbe corretto. Errori, mira, sfiga, decisioni e formazioni senza senso. Molto complicato è stato anche l’addio, senza dimissioni, ma con il licenziamento: fu molto criticato per questo, ma sono pochi (vedi Donadoni) quelli che hanno avuto il coraggio di rinunciare allo stipendio. Una bella carriera, proseguita con Chievo e Salernitana, fino a questo addio, macchiata però dalla parentesi azzurra. Ventura sarà (anche) ricordato come il c.t. che non è andato al Mondiale.

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