Uragano Inter: 6-2 alla Lazio, allungo in vetta e titolo d’inverno. Doppietta di Stankovic

Nel big match i nerazzurri di Chivu stendono i biancocelesti con una goleada che prende forma nei primi minuti. A segno anche Di Maggio, Berenbruch, Stante e Zuberek. Il successo vale il +4 sulla coppia Milan-Roma

Adriano Seu

6 gennaio – 16:36 – MILANO

Da un campione d’inverno all’altro. In casa nerazzurra è festa doppia, perché al simbolico titolo della prima squadra si aggiunge anche quello della Primavera guidata da Chivu, che si assicura il primato al giro di boa con una giornata di anticipo grazie a uno straripante successo nel big match di alta classifica contro la Lazio. La banda di Chivu delizia gli occhi degli spettatori che hanno sfidato la pioggia battente del Konami Youth Center con le reti di un sontuoso Stankovic (autore di una doppietta), Di Maggio, Berenbruch, Stante e Zuberek. Il successo vale anche un importante allungo in vetta alla classifica, con un vantaggio sui diretti inseguitori che sale a quattro punti. Giornataccia invece per i biancocelesti, sotto già di due reti dopo 6′, mai in partita e scavalcati in classifica da Milan e Roma.

SINFONIA NERAZZURRA

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Prova di forza niente male quella della banda di Chivu, che scende in campo pressando e togliendo il fiato all’avversario. Complice due linee molto alte, i nerazzurri aggrediscono compatti e capitalizzano una giornata particolarmente ispirata, semplicemente perché nella prima mezzora sembra riuscire quasi ogni giocata. È ciò che accede al 6′ con il destro dalla distanza di Stankovic e, appena 30″ dopo, con una fredda conclusione di Di Maggio a tu per tu con Magro. Il 4-3-2-1 di Chivu funziona a meraviglia nonostante il campo scivoloso, merito soprattutto di una mediana che prende presto il sopravvento. La reazione avversaria si materializza grazie a qualche lampo di Gonzalez (su cui Calligaris si supera al 28′) e grazie ai colpi di Napolitano, a segno al 13′ con delizioso destro a giro sotto l’incrocio. Ma è troppo poco per frenare le micidiali percussioni di un’Inter che colpisce nuovamente al 20′ prendendo il largo con Berenbruch, bravo a raccogliere un preciso cross dal fronte opposto di Sarr.

GESTIONE E ALLUNGO

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Nella ripresa cambia la forma ma non la sostanza. Perché l’Inter abbassa ritmo e intensità, mentre la sfida si fa ruvida e frammentata senza che la Lazio riesca a dare segnali particolari. Così i padroni di casa possono dedicarsi a gestire, concedersi il lusso di sprecare due buone occasioni con Kamaté e Sarr, chiudere i conti al 57′ con Stabile e dilagare al 68′ con Stankovic (entrambi a segno su calcio d’angolo). Senza storia l’ultima mezzora nonostante il moto d’orgoglio degli ospiti confezionato al 62′ dalla coppia Napolitano-Sulejmani. La superiorità dell’Inter in mezzo e sulle corsie risulta schiacciante, così come la maggior velocità di manovra e la capacità di giocare a uno-due tocchi. Il risultato non può che essere il sesto sigillo di Zuberek, che al 68′ infierisce su una Lazio ormai allo sbando. Non fosse stato per i riflessi di Magro, decisivo tre volte su Quieto e Zuberek, la punizione per i biancocelesti sarebbe stata addirittura più severa.

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