Un’Italia… mondiale con Zaniolo al top. Aspettando Scamacca e Tonali

Cristallizzarsi sulla vittoria dell’Europeo sarebbe pericoloso. Tornerà il romanista, serve un centravanti. L’incognita Chiellini

Fabio Licari

13 luglio – Milano

Zaniolo. Scamacca. Raspadori. Tonali. I rientri di Sensi, Pellegrini e possibilmente Kean. Qualche Under 21 di belle speranze, da Frattesi a Rovella. Sangue giovane. Vero che qualsiasi nazionale vincente sembra perfetta, eppure non è così. Meglio allora non cristallizzarsi sui successi: il cristallo si rompe facilmente. Soltanto Germania (1972-1974), Francia (1998-2000) e Spagna (2008-10-12) hanno raddoppiato, se non triplicato, con Mondiale ed Europeo consecutivi. Più spesso gli allenatori hanno pagato il mancato rinnovamento per riconoscenza o scelte sbagliate.

Non è facile migliorare quest’Italia, ma si può. Il mantra durante il torneo è stato: “Tutti si comportano da titolari quando entrano”. Quindi gli inserimenti dovrebbero essere automatici o quasi. Alcuni ruoli sono più problematici, ma nessuna sorpresa, si sapeva: quelli più in bilico sono il terzino destro e il centravanti. Avendo Spinazzola ed Emerson che spingono a sinistra, sull’altro fronte serve un laterale-centrale per restare a tre in fase d’impostazione. Florenzi non è giovanissimo, idem Toloi, Di Lorenzo è stato encomiabile e può crescere. In ballo c’è il romanista Mancini, può inserirsi Calabria che nel Milan sa accentrarsi quando Hernandez spinge. Il primo Barzagli sarebbe stato ideale (o avessimo un Bastoni a destra…).

Urgono belle notizie anche spostandoci al centro. Bonucci-Chiellini è oggi la coppia migliore d’Europa, ma in Qatar il capitano avrà 38 anni e mezzo: un mezzo guaio, dovesse decidere di chiudere con la Nazionale. Fossimo in Mancini, gli faremmo un bel discorsetto in prospettiva Qatar, stringere i denti altri diciotto mesi, tanto è abituato, non giocarle tutte per far crescere Bastoni, che è il futuro, e poi si dedichi anche alla pesca, se vuole.

Capitolo centravanti: come Spagna, Germania, Portogallo (a parte l’enigma CR7), un problema europeo, non abbiamo un 9 goleador implacabile. Il dualismo Immobile-Belotti è figlio di questa considerazione di Mancini. Caputo, bella alternativa giochista, di anni ne avrà 34 e mezzo. Però le prospettive sono interessanti. Raspadori ha assaggiato la Nazionale e ci resterà, dall’Under 21 arriverà Scamacca. Due attaccanti agli opposti: uno piccolo, tecnico, che nel calcio moderno può giocare da ‘falso 9’ in regia offensiva, oppure spostarsi a sinistra, l’altro potente, alto, agile, forte di testa, molto mobile. Possono offrire due soluzioni tecnico-tattiche diverse ma, cosa importante, convivere come nell’Under 21 (anche se Mancini non gioca con il 3-5-2).

Il vero grande acquisto sarebbe il rientro di Zaniolo, quello vero, in prospettiva il miglior giocatore italiano degli ultimi anni. Se l’avessimo avuto all’Europeo avrebbe giocato a destra (spostando Chiesa all’occorrenza sull’altro fronte), mezzala offensiva (al posto di Barella, in caso di avanzamento del baricentro), ma anche da centravanti ‘finto’. Attenti però a non stravolgere troppo il meccanismo europeo: un teorico tridente Zaniolo-Scamacca-Chiesa sarebbe più potente, portato al gioco aereo, verticale, ma meno “danzante”.

Zaniolo non è l’unico nome in attacco. Kean non è stato cancellato. Ha un potenziale da valorizzare come prima punta e attaccante laterale. Chissà Pellegri: poteva essere Scamacca prima di Scamacca, potente, fisico, tormentato dagli infortuni, dannazione. Se in attacco i nomi non mancano, c’è addirittura grande abbondanza a centrocampo, il nostro reparto migliore. Un nome su tutti: Tonali. Quello vero visto nel Brescia, non la controfigura timida del Milan. La maglia pesa, ma se ritroverà quella convinzione rientrerà nel gruppo al quale il c.t. lo aveva aggregato. Con lui, gli infortunati Sensi (che Mancini avrebbe schierato nei momenti difficili di Verratti) e Pellegrini (utile da esterno).

Giovanissimi

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Di centrocampisti interessanti è ricco anche il serbatoio giovanile: Rovella, Ricci, Maggiore e Pobega sono nomi attesi alla svolta della carriera, per confermare da grandi le belle sensazioni di Genoa, Spezia e Under 21. Se Allegri terrà Rovella potrebbe dargli un’opportunità di crescita (oppure bloccarlo). Presto per dirlo. Tra loro, uno ha lasciato una sensazione impressionante all’ultimo Europeo di categoria: Frattesi. Sarebbe una mezzala ma l’abbiamo visto in tutti i ruoli, difensore, laterale, mediano incursore, e quest’anno dovrebbe tornare nel “laboratorio” Sassuolo. Da seguire con attenzione. Non c’è la stessa folla in difesa, Lovato deve crescere, anche se due nomi promettono: il milanista Gabbia, prima dell’infortunio, migliorava di partita in partita; Calafiori è un esterno sinistro di spinta interessantissimo in un ruolo nel quale non può più tardare Luca Pellegrini.

Infine i confermati. Necessariamente tanti, oltre ai titolari: Berardi, Bernardeschi, Locatelli, Pessina, Cristante, Acerbi, Toloi, Castrovilli, Sirigu, Cragno, Meret. E quelli rimasti fuori ma sempre utili: Mancini, Ferrari, Politano, Grifo, Mandragora. Non siamo messi male, no.

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