Un jolly da Milan: in difesa ora avanza Simakan

Il centrale francese supera Kabak (Schalke) e Lovato (Verona), si lavora all’accordo con lo Strasburgo

Rendimento e classifica potranno aver cambiato le ambizioni del Milan, ma non le priorità per il mercato: investire su un difensore centrale resta essenziale oggi come qualche mese fa.

A dettare la linea sono stati gli infortuni di questa prima fetta di stagione, che hanno quasi azzerato il reparto – la bella sorpresa Kalulu non può bastare a una squadra con un passo da scudetto – e le prospettive in uscita: Duarte e Musacchio, da tempo ai margini del progetto, sono vicini all’addio. Immutato l’obiettivo da inseguire, dunque, e immutato pure il terzetto di nomi sull’agenda di Maldini e Massara. A cambiare semmai è l’ordine di preferenza, perché negli ultimi giorni la candidatura di Mohamed Simakan ha sorpassato quelle di Ozan Kabak e Matteo Lovato e ha riposizionato il francese dello Strasburgo in prima fila in vista degli affari di gennaio: il nome forte per la difesa adesso è il suo.

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Seguito da tempo dal settore scouting di via Aldo Rossi, Simakan raccoglie consensi in tutte le aree del club. Il suo profilo piace perché risponde ai requisiti richiesti dalla filosofia della proprietà – parliamo di un ragazzo del 2000, con grandi margini di crescita – e perché può soddisfare le esigenze tattiche di Pioli: a 20 anni, Simakan vanta già una stagione e mezzo da titolare con lo Strasburgo e soprattutto una attitudine da jolly difensivo, essendo in grado di giocare sia da centrale che da terzino destro. Variabili che ovviamente entrano in gioco anche nelle valutazioni di Maldini e Massara, oltre all’aspetto economico, non meno importante. A ottobre i due dirigenti provarono a chiudere l’operazione sul filo di lana, mettendo sul piatto 12 milioni che lo Strasburgo ritenne insufficienti (la richiesta era di 20), ma ora che il club alsaziano naviga in acque agitate, con 11 sconfitte in 17 partite di Ligue 1 e un pericoloso quartultimo posto con soli 2 punti di vantaggio sull’ultimo, le pretese potrebbero abbassarsi. Da ottobre a oggi i canali tra i due club sono rimasti aperti, anche se occorrerà pazientare per arrivare a un accordo: il gradimento del giocatore c’è ed è un’ottima base su cui lavorare, ma a Strasburgo considerano Simakan un patrimonio che non può essere certamente svenduto.

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Il discorso vale ancora di più nel caso di Kabak, altro ventenne trattato a lungo dal Milan: per lui i rossoneri non si sono spinti oltre i 15 milioni, circa 10 in meno della domanda dello Schalke, proprietario del cartellino. Nonostante i tedeschi stiano attraversando un momento molto delicato dal punto di vista finanziario e persino più difficile quanto a risultati − prima di Natale è arrivato il secondo esonero stagionale in panchina, con il veterano Huub Stevens chiamato a risollevare la squadra dal fondo della classifica di Bundesliga dopo le gestioni di Wagner e Baum − l’impressione è che il copione possa rimanere lo stesso anche a gennaio. Una cifra, quella richiesta dallo Schalke, che non rientra nel budget del Milan, e che di fatto esclude quasi certamente dalla corsa anche il profilo di Lovato, talento del Verona. Quel che è certo è che nei prossimi giorni qualcosa si muoverà, specialmente se dovessero arrivare offerte all’altezza per uno tra Duarte e Musacchio. Per il brasiliano, costato 11 milioni, servirebbero non meno di 6-7 milioni per evitare minusvalenze. Diverso il caso dell’argentino, in scadenza a giugno: se il Genoa tornerà a farsi vivo, i saluti potrebbero concretizzarsi insieme agli auguri di buon anno.

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