Un Diavolo alla francese: a Milanello ora si dice bonjour

Giroud e Bakayoko sono solo gli ultimi di una lista sempre più corposa, che vede il club rossonero pescare sempre più spesso Oltralpe. Il ruolo di Massara e Moncada

Svolta francese completata. Ormai è colonia d’oltralpe rossonera: Theo, Giroud, Maignan, Kalulu, Bakayoko, il baby Makengo e Yacine Adli, rimasto a Bordeaux per un altro anno in attesa di raggiungere Milano la prossima stagione. Cinque calciatori ‘made in France’ in rosa: mai così tanti nella storia del Milan.

Strategia

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Milanello è sempre più francofona, ed è più facile che si dica “bonjour” piuttosto che buongiorno. Questione di policy, strategie e volti dietro le quinte: il capo scout del Milan è Geoffrey Moncada, 32 anni, prodigio degli osservatori. Pare che in un vecchio report del 2011, ai tempi del Monaco, rimase colpito da un 12enne del Bondy. Tecnica, velocità, un nome sottolineato più volte: Kylian Mbappé. Il resto è storia stranota. Oggi Moncada lavora per il Milan, non è uno che parla molto, ma si sa come lavora: prende giovani “futuribili”. Caccia aperta quindi, soprattutto in Francia. Negli ultimi anni i rossoneri hanno trattato diversi giocatori d’oltralpe: Simakan, Thauvin, Amine Adli, Kolo Muani, Faivre. Alcuni non sono mai arrivati, altri sono sempre nel mirino, altri ancora sono stati portati a Milanello a suon di milioni (Leao, Maignan). Senza contare qualche investimento (Kalulu e Ballo-Touré, nato in Francia ma naturalizzato senegalese).

Ultimi arrivi

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Oltre a Moncada, poi, c’è anche lo zampino del d.s. Frederic Massara, il cui nome è già intuitivo: nato a Torino, l’ex “delfino” di Sabatini è madrelingua francese grazie alla madre, ex funzionaria di alto livello del Museo del Louvre. Guarda migliaia di filmati e conosce a memoria la Ligue 1. Esempio pratico: nel 2013 consigliò a Walter di studiarsi Rudi Garcia, campione di Francia con il Lilla un paio di anni prima. Gli ultimi francesi della lista sono stati Adli, Bakayoko (già in rossonero con Gattuso nel 2018-19) e il giovane Makengo, centrale diciassettenne arrivato dal Nantes. Forza fisica, corsa, una diga di mezzo.

Francofoni

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In mezzo al campo si parla francese. I protagonisti sono Bennacer e Kessie. “Così ci capiamo meglio”, dicono. Franck è nato in Costa d’Avorio, Ismael ad Arles, Costa Azzurra, ma dopo un passato nelle giovanili transalpine ha scelto l’Algeria in onore della madre. Nel 2019 ha vinto la Coppa d’Africa da miglior giocatore del torneo. A gennaio saluteranno entrambi Milanello per un mese proprio a causa della Coppa. I due hanno costruito la loro grande intesa anche grazie alla lingua comune. Pioli ringrazia, in fondo il tandem è nato sotto la sua ala. Il belga Saelemaekers si aggiunge ai francofoni, mentre con Giroud si può tranquillamente parlare italiano. L’abbiamo visto anche quand’è arrivato, attraverso un video su Tik Tok pubblicato dai canali del Milan, o nelle interviste nelle prime due uscite. L’attaccante capisce la lingua, sa dire qualche frase e pretende che i compagni gli parlino italiano, così da imparare prima. Contro il Cagliari ha già segnato due gol, ora è fuori per Covid ma pare sia l’uomo giusto per scacciare via la “maledizione del 9”, quella che colpisce i centravanti rossoneri che indossano il vecchio numero di Inzaghi. Matri, Luiz Adriano, Lapadula, Piatek, Destro, André Silva. Tutti male. Ci voleva un francese.

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