Udinese, Silvestri e Samardzic: “Si può arrivare in alto”

UDINE – Marco Silvestri e Lazar Samardzic, il nuovo portiere e il nuovo trequartista dell’Udinese, sono stati presentati sul canale societario Udinese Tv e hanno avuto modo di raccontarsi a tutto tondo dicendo emozioni e sensazioni che hanno all’inizio di questa nuova avventura. Ecco le parole di Silvestri: Ero sulla bocca di diversi club alla fine di questa stagione e l’idea di potermi muovere già c’era, poi è arrivata questa proposta da parte dell’Udinese che, dopo aver venduto Musso, ha messo il mio nome in cima alla lista. Questo mi ha dato subito ottime sensazioni, se una squadra ti vuole dopo aver venduto un giocatore così importante si parte bene. Poi c’è stata un po’ di trattativa, durante la quale avevo già in mente di venire a Udine. Ad oggi posso dire che sono felice di aver fatto questa scelta. L’Udinese è una società di grandissimo livello, non avevo mai visto un’organizzazione di questo tipo a livello di strutture e di staff. Già me ne avevano parlato alcuni ex compagni – Faraoni, Barak, Lasagna – e ora posso toccare con mano questa bellissima realtà. La convocazione in nazionale rimane sempre un obiettivo, il punto massimo di arrivo. Penso di essere nella società giusta per riuscire ad arrivarci, stiamo lavorando bene con due preparatori di altissimo livello e mi trovo bene anche con Padelli, Scuffet e Piana. Penso ci sia tutto l’occorrente per fare un buon campionato. So che devo migliorare ancora, ma anche e di avere ancora tanti anni davanti per poterlo fare. Proseguire la tradizione di grandi portieri a Udine non è facile. La storia parla di estremi difensori di altissima qualità. Spero grazie al lavoro quotidiano e alle prestazioni in campo di essere ricordato come chi mi ha preceduto. A Verona non mi veniva mai chiesto di passare la palla ai difensori, ceravo direttamente la punta. Ora invece mi è stato chiesto di giocare di più la palla. Non mi piace mai forzare o rischiare per nulla, se la situazione non è chiara preferisco comunque calciare la palla lunga a costo di prendere qualche rimprovero. Questo modo di giocare coinvolge al 50% il portiere e al 50% i difensori, bisogna cooperare tutti assieme per evitare errori grossolani. Bisogna lavorarci come in tutte le cose e penso non ci saranno problemi. Non conoscevo Udine come città ma mi è piaciuta subito e ora che ho anche trovato casa sono più sereno. Non se ne poteva più di giocare senza pubblico, era stato brutto anche l’abituarsi a giocare con le tribune vuote. C’è tantissima voglia un po’ dappertutto di tornare allo stadio, penso che se gli stadi riapriranno al 100% ci sarà molta più gente che in passato. È stato bello venerdì avere i tifosi dietro la mia porta, adesso non vedo l’ora di giocare con lo stadio tutto pieno. Diversi dei miei nuovi compagni mi hanno colpito. Molina ha un talento incredibile, poi Pereyra e tutti i difensori: con loro mi sono trovato bene indistintamente, anche con chi ha giocato meno. Questa squadra può stare tranquillamente nella parte sinistra della classifica, personalmente voglio aiutare più possibile i compagni nel raggiungere gli obiettivi, magari grazie a qualche bella parata”.

Parla Samardzic

Ecco le parole del nuovo centrocmapista: Sono onorato di venire all’Udinese, un club molto organizzato con tantissima storia. So che questo club è famoso. Mi piace come lavorano e mi sento molto a mio agio. Mi sembra di stare in famiglia. La serie A è il miglior campionato in Europa. So che è un campionato diverso da quello tedesco, sono venuto qui per giocare e per mettermi più in evidenza rispetto all’anno scorso. Ho sempre giocato da centrocampista, posso giocare da mezz’ala o da trequartista. La mia posizione preferita è quella a ridosso degli attaccanti. L’impatto con la città è stato positivo, mi piace molto la città. A Udine le persone sono molto accoglienti e dimostrano affetto ai giocatori. La città è piccola e mi sento molto a mio agio perché è a dimensione di uomo. Ora mi impegnerò anche per imparare l’italiano. Conosco la storia di Bierhoff ma non ho ancora avuto l’occasione di parlare con lui.  Appena arrivato mister Gotti mi ha chiesto se potessi giocare all’indomani nel test contro il Cjarlins. Mi sono messo subito a disposizione perché voglio giocare e voglio dimostrare le mie qualità. Il mister mi dà sempre delle indicazioni precise. Ci sono diversi giocatori che giocano nella mia posizione dai quali cerco di prendere ispirazione: su tutti Bruno Fernandes, che ha anche vestito la maglia bianconera in passato, e Messi. Ho trovato un gruppo bellissimo e molto affiatato, tutti i giocatori mi mettono a mio agio. Ci sono elementi molto bravi come Pereyra, che ha segnato due gol nella gara contro l’Ascoli, ma anche altri come Molina, Stryger Larsen, Deulofeu e Pussetto. Il mio obiettivo è quello di giocare tanto, aiutare la squadra e segnare tanto. La squadra è molto forte e ricca di qualità. Ci sono le possibilità per raggiungere posizioni alte in classifica”.

Il discorso di Marino

Ecco le dichiarazioni di Pierpaolo Marino, Responsabile dell’Area Tecnica del club: “Sono felicissimo di dare il benvenuto all’Udinese a questi due validissimi acquisti, due elementi di prestigio sia per il presente sia in prospettiva. Silvestri non ha bisogno di presentazioni, è un giocatore che in serie A ha già dimostrato di essere nel suo ruolo un elemento di primissimo profilo ed è già stato convocato in nazionale. Siamo orgogliosi di averlo portato qui. La trattativa è durata un po’ di tempo ma si è conclusa felicemente grazie all’aiuto del giocatore stesso che ha fermamente voluto scegliere l’Udinese. Non posso che ringraziarlo di questo. Oltretutto l’accordo si è definito nel giorno in cui Marco si trovava in clinica per la nascita del secondogenito e così ho potuto fargli un doppio augurio. Lazar è uno dei giovani di prospettiva più importanti nel panorama internazionale. Si tratta di un’operazione che ci rende orgogliosi, il ragazzo ha dei progressi da poter fare ma siamo convinti che ci sarà utile già subito perché ha caratteristiche e talento da vendere. Non è vero che per affermarsi bisogna per forza avere già 23-24 anni, dimostrerà al pari di Udogie di essere già pronto. Siamo contenti di aver portato a Udine un prospetto così rilevante, che abbiamo acquisito con grande velocità da un club il Lipsia che non sempre si lascia sfuggire talenti di questo calibro. Tra 2-3 anni ci troveremo a parlare di cosa erano e cosa sono diventati questi giocatori”. 

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