Trump contro tutti: via Giuliani e attacco duro a McConnell

ROMA – Trump contro tutti. Donald Trump va avanti a spada tratta e lancia fendenti a destra e a manca. L’ex presidente degli States, a sorpresa, scarica anche Rudolph Giuliani e attacca a testa bassa Addison Mitchell “Mitch” McConnell, leader del partito repubblicano al Senato dal 2015.

LA RESA DEI CONTI – Scampato all’impeachment – soltanto sette repubblicani hanno votato insieme ai 50 democratici per la condanna di Donald Trump, mentre quarantatré  membri GOP hanno votato per l’assoluzione dell’ex presidente, un numero più che sufficiente per non far scattare la maggioranza dei due terzi necessaria per la dura sanzione – Donald Trump ha ripreso vigore. E nonostante la grande botta subita con la sconfitta contro Joe Biden alle presidenziali, il tycoon è passato al contrattacco puntando dritto sul Grand Old Party, il suo partito di riferimento.

BENSERVITO A GIULIANI – Rudolf Giuliani, ex sindaco di New York, repubblicano e avvocato pugnace non fa più parte dello staff legale di Donald Trump che ha diverse cause in piedi in vari Stati. Donald ha detto che «Rudolf resta un suo amico e alleato politico», ma non ha più il mandato nelle questioni legali dell’ex numero uno della Casa Bianca. Giuliani è anche sotto attacco da parte di Smartmatic e Dominion Voting Systems. Le società che producono software per la gestione dei sistemi elettorali anche negli Stati Uniti e ripetutamente accusate nelle televisioni filo-Trump e sul web dai pasdaran dell’ultra destra americana di aver manipolate le elezioni presidenziali dello scorso 3 novembre, adesso vogliono andare in Tribunale e hanno chiesto risarcimenti miliardari facendo scattare l’allarme rosso nelle reti Fox News e Fox Business. 

REPULISTI IN CASA GOP – Via Giuliani, via anche Mitch McConnell, leader dei repubblicani al Senato. Trump ha detto parole durissime contro McConnell definendolo un politico cupo, scontroso, mestierante da strapazzo e se i senatori repubblicani restassero con lui, non vinceranno più. Eppure, Mitch McConnell in Senato è stato quello che ha contribuito a evitare a Trump l’impeachment definendo un’eventuale condanna incostituzionale. La colpa del senatore del Kentucky? Aver definito l’ex presidente degli Stati Uniti moralmente responsabile dell’assedio a Capitol Hill del 6 gennaio scorso da parte degli insurrezionisti e perseguibile penalmente. A gettare benzina sul fuoco anche un’intervista del senatore GOP al  Wall Street Journal nell’edizione domenicale.

L’OBIETTIVO DI TRUMP – Per ripartire a vele spiegate Trump ha bisogno di avere pieno appoggio da parte del partito repubblicano e McConnell è d’intralcio. Mitch controlla un numero significativo di senatori nella Camera alta del Congresso e vorrebbe tenere alla larga Trump dalla scelta dei candidati per le prossime elezioni a medio termine per il rinnovo di una parte del Parlamento che si terranno nel 2022. Trump non ci pensa nemmeno a restare fuori dai giochi ed è pronto ad appoggiare Lindsey Graham, senatore della Carolina del Sud, facendolo lievitare la sua forza all’interno del Gold Old Party.

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