Troppi errori individuali, l’Inter si interroga sui suoi blackout

Come in quasi tutte le gare di Champions, anche contro la Juve i nerazzurri hanno pagato assurdi svarioni dei singoli

Una prova di carattere sporcata da due clamorosi errori individuali. Anche contro la Juventus l’Inter scopre di non essere ancora una grande squadra capace di gestire le partite importanti. Se le vittorie sprecate contro Lazio, Atalanta e Roma erano figlie di un atteggiamento troppo conservativo dopo il vantaggio (e di un pizzico di jella), l’eliminazione dalla Champions e il k.o. contro i bianconeri nella prima semifinale di Coppa Italia sono arrivati per errori dei singoli non tollerabili a certi livelli.

Orrori di Champions

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Spesso nella galleria degli errori-orrori è entrato Vidal. Nell’esordio del girone di Champions, in casa contro il Borussia Gladbach, il cileno che pure dovrebbe garantire esperienza e spirito vincente prima provoca un rigore stupidissimo (farà il bis contro il Crotone) e poi non sale per mettere in fuorigioco Hoffman che raddoppia. Il turno successivo, a Kiev i nerazzurri dominano lo Shakhtar ma non trovano il gol vittoria. Anche perché Lautaro ne sbaglia uno assurdo a porta vuota. Si va a Madrid e Hakimi manda in porta Benzema con un alleggerimento troppo leggero. Nel ritorno con gli spagnoli Vidal si supera, facendosi cacciare subito per una sceneggiata con l’arbitro dopo un (molto) presunto rigore. La vittoria in Germania e la successive dietrologie da biscotto Real-Borussia evaporano davanti a un altro 0-0 contro lo Shakhtar, con una prova troppo contratta e con lo sfortunato Lukaku (un destino beffardo, dopo l’autogol contro il Siviglia nella finale di Europa League) che nel recupero nega a Sanchez la rete qualificazione.

Doppietta e doppietta

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Ieri sera è arrivata la doppietta. Di Cristiano Ronaldo, certo. Ma anche di svarioni nerazzurri a vanificare il gran gol di Lautaro e una gara gestita alla grande per 25′ e poi col cuore in mano nella ripresa. Perché succede che Young in area tira per il braccio Cuadrado su un cross in curva di Bernardeschi. E poco dopo a sbagliare sono in due. Handanovic – spesso accusato di non uscire, manco ci fosse il coprifuoco anche in porta – che scatta sulla trequarti malgrado Bastoni sia in anticipo su Ronaldo. L’azzurro ci aggiunge del suo. In nome della benedetta costruzione dal basso – una moda che spesso si rivela un boomerang – il difensore azzurro non spazza ma prova a giocare il pallone. Cristiano legge tutto in anticipo come un cartomante e con un colpo di biliardo fa 2-1 nella porta vuota. Un secondo tempo all’arrembaggio non cambia risultato e sostanza. L’Inter è tosta, ma troppo spesso si butta via.

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