Tre anni di Daspo al padre di Shpendi per l’aggressione al portiere dell’Olbia

Denunciato per invasione di campo e percosse, il Cesena aveva condannato il gesto dell’uomo. Rinaldi non ha invece sporto denuncia

Il questore di Forlì-Cesena, Claudio Mastromattei, ha disposto il Daspo per Liman Shpendi (per tutti Alex), padre del giocatore del Cesena Cristian Shpendi, dopo gli avvenimenti relativi all’incontro di calcio Cesena-Olbia di domenica 7 gennaio allo stadio Manuzzi, quando l’uomo, a partita appena terminata, è entrato in campo tentando di colpire con un pugno il portiere della squadra sarda, Filippo Rinaldi. Per tre anni, quindi, potrà seguire solo in tv le partite dei suoi figli, i gemelli Cristian e Stiven, il primo del Cesena, il secondo dell’Empoli, entrambi under 21 della nazionale albanese, visto che gli sarà vietato di accedere ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive. 

rinaldi non denuncia

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Per i fatti accaduti il padre del giocatore è stato denunciato per il reato di scavalcamento e invasione di campo e per percosse, benché Rinaldi non abbia presentato al momento formale querela. Grazie alla visione delle immagini del sistema di video-sorveglianza dell’impianto sportivo è stato possibile ricostruire le dinamiche dei fatti e stabilire che Shpendi, dopo aver invaso il terreno di gioco, si è avventato contro il portiere dell’Olbia con l’intento di colpirlo con un pugno al volto. Solo grazie all’intervento di alcuni giocatori e dirigenti del Cesena la situazione non è peggiorata, e Shpendi è riuscito a colpire soltanto al braccio il giocatore. Alla base del gesto la convinzione che Rinaldi fosse responsabile di aver procurato una contusione al figlio, costretto a uscire dopo uno scontro proprio con il portiere.

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