Trauma cranico: paura per Gozzi, roccia dell’U23 che esordì 17enne con Allegri

Il difensore classe 2001 della seconda squadra bianconera ha perso i sensi in uno scontro di gioco a Pistoia. Grande amico di Kean, debuttò in Serie A contro la Spal

Due anni fa, Massimiliano Allegri lo buttò nella mischia facendogli giocare novanta minuti in Serie A, contro la Spal. E lui, Paolo Gozzi da Vinovo, 2001, difensore, vent’anni il prossimo 25 aprile e da quel momento ad ora il più giovane ad aver indossato la maglia della Juve in Serie A, sfruttò quel triplo salto di categoria per comprendere quanto fosse vicino il sogno di diventare un calciatore professionista. Il ragazzo si sta facendo: ha qualità, struttura e passione, caratteristiche che s’intrecciano bene con l’opportunità di giocare con continuità, e dunque migliorarsi, in seconda squadra.

BLACKOUT

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Roccioso, tanto. Fisico già strutturato e abile nel colpo di testa. A gennaio era nel mirino di alcuni club stranieri, lui ha preferito rimanere nella Juve per completare il percorso di formazione. Mercoledì a Pistoia, nel recupero delle trentunesima giornata del girone A di Serie C, qualcosa è andato storto. Il difensore si ritrova a pagare la peggio in uno scontro di gioco a inizio ripresa, perdendo i sensi e accasciandosi per terra: immediati i soccorsi sanitari, quando si sveglia lo stanno già trasferendo al pronto soccorso più vicino in ambulanza. Rientrerà a Torino con il medico di squadra solo in serata, dopo alcune ore in osservazione per un trauma cranico.

RIFERIMENTO

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Il giorno dopo, al centro sportivo di Vinovo, le attenzioni sono tutte per lui. Nato a Torino da mamma nigeriana e papà italiano, Gozzi ha trascorso qualche anno da bambino in Francia: ciò gli consente di parlare perfettamente la lingua, insieme all’inglese con cui dialoga principalmente con la mamma. Anche per questo nel giro di poco tempo è diventato un perno del gruppo a disposizione di Zauli, potendo fare da tramite con gli stranieri in organico. Paolo ha fatto tutta la trafila giovanile nella Juventus, e ha duellato tantissime volte in allenamento con Moise Kean, uno dei suoi più cari amici fuori dal campo. È uno dei simboli del settore giovanile bianconero, non un caso che quest’anno sia diventato subito il primo riferimento per i neo arrivati Dabo e Aké, da gennaio, o per lo stesso Felix Correia, dalla scorsa estate. Tra qualche giorno tornerà ad allenarsi: uno come lui è difficile si lasci abbattere facilmente.

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