Tra lezioni, appunti e sfida scudetto: la vita fra i banchi dei baby Inter e Milan

Siamo stati all’Istituto Labor di Milano, dove studiano alcuni ragazzi della Primavera che domenica si sfideranno in un derby al vertice. I professori: “Si aiutano molto e sanno come conciliare le loro due vite”

Il calcio scorre tra i banchi di scuola. Chiedere ai ragazzi e alle ragazze di oggi, ma anche – da adulti – guardarsi dentro e provare a ricordare: quanto pallone c’era, in quell’aria fatta di bianchetto, pennarelli indelebili, magliette sudate dopo l’ora di educazione fisica, primi profumi da spruzzarsi addosso? C’è nelle chiacchiere e negli sfottò, nei cappellini e nelle sciarpe quando fa freddo, nelle esultanze dopo un gol segnato nella partitella tra compagni. Scene di vita ordinaria. Ma, per qualcuno, ordinario è scappare al suono della campanella – se non prima – e mettersi addosso il completo di una delle squadre più prestigiose d’Italia: salutare i compagni, correre ad allenarsi in campo, poi fare palestra, magari andare a giocare in trasferta, e infine rientrare in fretta a casa per mettersi sui libri, non perdere il passo, evitare insufficienze o addirittura bocciature. È il magico e duro mondo del calcio giovanile, con la scuola che può unire là dove il campo divide: a Milano, per esempio, giovani interisti e giovani milanisti si giocano la vetta della classifica dopo essersi incontrati in corridoio, se non addirittura in aula.

Precedente City raggiunto, Guardiola si dispera: il ghigno di Hodgson è già un meme Successivo Stankovic jr e Camarda, Stante e Liberali: 10 stelle del derby Primavera