Totti, tutta la verità sulla Roma. E un messaggio a Friedkin

ROMA – Dopo De Rossi, ecco un altro romanista ospite di Christian Vieri. Questa sera Francesco Totti è intervenuto sulla Bobo Tv, il canale social aperto dall’ex centravanti dell’Inter insieme ad Antonio Cassano, Nicola Ventola e Lele Adani. Tanti argomenti trattati: dal suo passato in campo, all’analisi della stagione in corso fino ai suoi obiettivi futuri. 

I più forti giocatori di padel a Roma?
“Io, Candela e Fiore. Di Biagio? Lui è bravo a pulire il campo… (ride, ndr)”. 

Su Cassano.
“Se mi avesse ascoltato un minimo sarebbe rimasto altri vent’anni a Roma. Si è fatto abbindolare da altre persone… Il miglior momento della mia carriera è stato quando è arrivato Cassano alla Roma, giocavamo ad occhi chiusi. Io e Antonio eravamo fratelli, l’ho ospitato per mesi dentro casa: mi servivano i tranquillanti!”. 

Sulla lite Cassano-Totti.
Cassano: “Per mia grande sfortuna il presidente Sensi in quel periodo non stava bene e a gestire il mio rinnovo ci ha pensato la figlia Rosella. Totti aveva rinnovato, Montella anche ma nessuno lo sapeva, e io ero ancora in ballo. Montella aveva rinnovato a ottime cifre, a me invece avevano offerto il rinnovo allo stesso ingaggio. Volevo andare via dalla Roma perché pensavo che Francesco e Vincenzo avevano preso i miei soldi. Io nella mia follia me la sono presa con Totti e Montella”.
Totti: “Da quel giorno non ci ha più parlato. per tre-quattro anni non ha più parlato con me. Lui è il Marzullo dei calciatori: faceva le domande e si dava poi le risposte”. 

Sui giovani da seguire?
“Ho trovato quattro-cinque gioielli. Uno di questi è Coccolo, che è alla Cremonese in prestito dalla Juventus. Ma cerco solo ragazzi che non sono già impegnati, altrimenti giro alla larga. Io faccio tutto a norma”. 

Sul lavoro.
“Non mi aspettavo di farlo. Mi sarei aspettato di rimanere alla Roma per sempre, ma poi sono stato messo con le spalle al muro e spero di aver fatto la scelta migliore adesso. La vittoria più bella sarebbe cercare trovare giovani talenti”. 

Se ti chiamasse il nuovo presidente della Roma dandoti un ruolo decisionale?
“Ancora non è mai successo. Se dovesse succedere sicuramente mi metterei seduto e ne parlerei. In questo momento ho intrapreso questo percorso e voglio portarlo a termine, altrimenti non sarei in pace con me stesso. Ho messo su una squadra di grandi persone, mi sentirei uno schifo a lasciarli in mezzo alla strada. Poi se tra qualche anno mi dovessi stancare o se qualcuno mi dovesse continuare a mettere i bastoni tra le ruote potrei anche pensare di fare altro. Dire addio alla Roma per me è stato un colpo enorme”. 

Come vedi la Roma?
“Io tifo sempre la Roma. Mi inca*** perché sono tifoso e spero sempre che possa arrivare più in alto possibile. Poi spero di poter portare alla Roma giovani e giocatori di qualità e quantità. Spero di poter aiutare la Roma da fuori visto che non sono riuscito a farlo da dentro”. 

Cosa ti sarebbe piaciuto fare alla Roma?
“Mi sarebbe piaciuto fare il direttore tecnico. Non avere il potere su tutto, ma un potere decisionale sui giocatori. Meglio di qualche dirigente avrei potuto fare, ma in quel contesto ero proprio l’ultimo degli ultimi. Non venivo mai coinvolto nelle scelte.

Sulla Roma attuale. 
“La proprietà è straniera, così come l’allenatore e il direttore sportivo: inserire una persona competente, che conosce la Roma ed è di Roma dentro il club sarebbe la cosa migliore per fare da tramite tra società e squadra. Manca questo in questo momento. È una casualità che tutti i grandi ex giocatori non entrano nei club? È una casualità? Se io avessi una squadra di calcio chiamerei tanti ex giocatori e li smisterei nei vari incarichi. Chi ha giocato a calcio sa di calcio. Rui Costa sta facendo grandi cose al Benfica? Sì lo so, me l’ha detto Tiago (Pinto, ndr), lui faceva il secondo lì”.  

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