Toro-Juve derby no goal: Szczesny chiude la porta e Vlahovic si ferma al palo

TORINO – Un punto che serve più alla Juve per cementare la qualificazione alla Champions League che non al Toro per continuare a sperare nella Conference. I bianconeri salgono a quota 63, quindi a +8 sulla Roma che è quinta e che però quest’oggi deve giocare contro l’Udinese. I granata rosicchiano un punto al Napoli che sempre oggi riceve il Frosinone (se gli azzurri dovessero vincere, all’ottavo posto slitterebbe la Lazio, con la squadra di Juric a inseguire i biancocelesti avendo un ritardo di 4 punti: 49 a 45, attualmente il Napoli ne ha 48).

Derby come di consueto preceduto da sfottò di rito, ma anche da un paio di episodi censurabili. Uno relativo al «Juve m…» pronunciato giovedì da Mick Wallace, tifoso granata e deputato irlandese al Parlamento europeo, l’altro con protagonisti i Drughi, gruppo organizzato della curva bianconera che ha violato la sacralità di Superga esponendo il seguente striscione: “Dal 1987 la vera storia di Torino siamo noi”. Con, allegata, un’ulteriore gigantografia di una zebra che infilza un toro e la scritta “El Mata Toro». Episodi condannati dalla Juve con un tweet: «La mancanza di rispetto verso luoghi di memoria storica e insulti gratuiti presso luoghi istituzionali sono entrambe manifestazioni che condanniamo e che si commentano da sole». Le tensioni nel pre partita vengono tenute a bada anche grazie a un corposo dispiegamento di forze dell’ordine, e al momento del fischio d’inizio dell’arbitro Maresca la situazione è sotto controllo.

Torino-Juve, la partita

Nel primo tempo le occasioni più pulite capitano sui piedi di Vlahovic: al 7’ il serbo manca di cattiveria a pochi passi da Milinkovic-Savic, spedendo sul palo un pallone servitogli da Chiesa che scende sulla destra bruciando sullo scatto Tameze. Al 31’ è invece bravo il portiere granata nell’uscire tempestivamente sul centravanti bianconero, portato alla conclusione da un servizio di Gatti. Nel mezzo una buona chance capita a Locatelli, ma sul servizio di Cambiaso il centrocampista calcia alto. Il Toro, dopo una ventina di minuti nei quali lascia l’iniziativa alla Juve, alza il baricentro e soprattutto con Vojvoda da sinistra inizia a mettere qualche cross interessante nell’area avversaria. Quello che porta al colpo di testa che Vlasic spedisce non troppo a lato della porta di Szczesny (minuto 42’) è però opera di Bellanova.

La ripresa si apre con un gol annullato a Zapata per un precedente fallo di Bellanova che spinge Kostic, quindi al quarto d’ora è il portiere bianconero a salvare i suoi con una parata a terra non facile su colpo di testa di Sanabria che salta in testa a Gatti (il cross è ancora di Bellanova). Il primo a provarci nella Juve, pure nel secondo tempo, è Vlahovic, ma il suo tiro mancino dai 20 metri è centrale (17’). Come pure la battuta di Vojvoda dall’interno dell’area di rigore su traversone di Tameze (28’). Nel frattempo Allegri cambia gli esterni – Kostic e Chiesa – inserendo Iling Junior e Yildiz. Proprio quest’ultimo, alla mezzora, impegna Milinkovic in una parata a terra. Dopodiché arrivano i primi cambi anche per Juric, che inserisce Okereke e Lazaro per Sanabria e Vojvoda. La Juve risponde con Kean e Alex Sandro per Vlahovic e Gatti. C’è ancora tempo per registrare l’espulsione di Juric per proteste (42’), prima di assistere al corposo recupero di 7 minuti all’interno dei quali la grande opportunità capita a Lazaro: cross di Linetty e deviazione aerea alta dell’austriaco da ottima posizione. Un gol sprecato, come quello di Vlahovic al momento di colpire il palo: si chiude sullo 0-0, a conti fatti risultato giusto.

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