Torino, Vlasic torna sulla terra

TORINO – L’evidente schizofrenia calcistica del Torino – bello e vincente a Udine, bellissimo e vincente contro il Milan, impalpabile e battuto a Bologna – è in un certo senso la proiezione del comportamento in campo di Nikola Vlasic, tanto decisivo nelle partite che hanno fatto credere nella svolta della stagione granata quanto deludente al Dall’Ara, dove Juric lo ha sostituito. E, attenzione, che Vlasic non abbia terminato la partita è una notiziona, perché da quando ha esordito nel Toro (ovvero dall’inizio del secondo tempo della trasferta di Monza, prima giornata) il trequartista non si era perso neppure un minuto fino a domenica: dodici partite consecutive tra campionato e Coppa Italia. Nessun giocatore di manovra, escluso dunque Milinkovic-Savic, ha lo stesso minutaggio di Vlasic: 1182. È un aspetto, questo, che può in parte spiegare la flessione nel rendimento dell’altro ieri: quasi tre mesi senza un attimo di respiro lasciano inevitabilmente il segno, tanto più in un elemento che in tutta la passata stagione ha giocato appena un terzo in più di minuti rispetto a questa. Era, non a caso, una delle osservazioni che Juric ha ripetuto spesso in questi mesi, sottolineando come, per una ragione o per l’altra, tanti suoi calciatori arrivino da annate nelle quali non sono mai stati utilizzati parecchio. Anche per questo motivo è possibile che domani contro la Sampdoria Vlasic parta dalla panchina, per entrare in caso di necessità o, meglio ancora, riposare il più possibile in vista della delicata trasferta di domenica in casa della Roma. Una domenica storta ci può stare e si può comprendere, ci mancherebbe, tuttavia è innegabile che il croato sia uno dei pochi che davvero possono far compiere a questa squadra il salto di qualità. Alla vigilia di Bologna, per altro, Juric ha un po’ smontato questa convinzione, laddove, parlando di Pellegri come possibile fuoriclasse qualora dovesse migliorare in alcuni fondamentali aspetti, alla domanda se anche Vlasic possa essere considerato un fuoriclasse ha risposto con un secco «No». Nessun giro di parola, nessuna incertezza: solo, semplicemente, un secco «No».

Il rapporto tra Vlasic e Juric

Chissà come l’ha presa, lui, che all’allenatore è legatissimo per mille ragioni e che ha accettato l’offerta del Torino convinto anche da una telefonata motivazionale di Juric. E probabilmente è stata motivazionale anche la suddetta sintetica risposta, perché il contributo di Vlasic alla causa granata è sotto gli occhi di tutti, anche se sicuramente ci sono ampi margini di crescita, testimoniati dalle statistiche della Lega. Intanto, maggiore concretezza; su ventitré occasioni da gol, il trequartista ne ha sfruttate soltanto tre (in poco più di una settimana, tra Cremonese, Atalanta e Lecce: non segna dal 5 settembre). Poi una cattiveria agonistica superiore: sono soltanto sette i contrasti vinti, a fronte dei sessantanove persi. Così come può ancora salire la comunque buona percentuale di passaggi riusciti, in questo momento attestata a settantanove. Prima di concentrarsi sull’avventura mondiale – proprio lunedì scorso il ct della Croazia ha annunciato i preconvocati e ovviamente il granata c’è – Vlasic ha ancora due partite importantissime con il Torino: e se domani potrebbe rifiatare, domenica a Roma sarà sicuramente titolare in un test nel quale sarebbe importante riannodare il filo con la grande notte della vittoria sul Milan.

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