Torino, nuovo tecnico e mezza rivoluzione: Vagnati ne cerca già otto

Nelle sue conversazioni, saltellando da un procuratore all’altro, Vagnati comincia a stendere l’elenco della spesa: un viceportiere, un paio di difensori centrali di cui almeno uno necessariamente di piede mancino, un esterno sinistro, un esterno destro, una mezzapunta versatile e almeno un giovane attaccante, ma meglio due di esperienza e qualità differente. «D’accordo, Davide. Qualche idea per voi potrei anche già averla. Ma chi sarà l’allenatore? Avete già deciso?». No, al Toro non hanno ancora deciso. L’unica indicazione emersa chiaramente, fino a prova contraria, riguarda la fine del rapporto con Juric.

Juric, futuro in bilico al Torino

L’allenatore croato è sempre più chiacchierato quanto a un suo possibile trasloco all’estero. In Inghilterra, in particolare. Si era anche parlato, tempo fa, dell’interesse del West Bromwich, società che però non sa ancora in quale campionato militerà nella prossima stagione. Al momento è quinta nella Championship, la B inglese, con 8 punti di vantaggio sulla prima formazione esclusa dai playoff, l’Hull City, settimo. La disputa degli spareggi per la promozione in Premier farà chiarezza. E influenzerà anche le trattative con Juric. D’altra parte in Italia, al momento, non si intravedono grandi piste per Ivan. Anche perché, dal suo (legittimo) punto di vista, il tecnico spalatino non intende certo scendere dal piedistallo che si è costruito con merito in questi ultimi 5 anni, dal biennio a Verona al triennio in granata. Una riflessione che va fatta pensando sia alle ambizioni di Juric sia alla media dei suoi ultimi emolumenti (dai 2 milioni in su a stagione). Non risulta che Juric nelle ultime settimane abbia mandato segnali volti a innaffiare i rapporti nell’ottica di un prolungamento del contratto in scadenza a giugno.

I possibili sostituti di Juric

E, parimenti, da tempo in società non si scorge un interesse a ricucire i destini, al di là di certe dichiarazioni di facciata. Difatti si guarda già decisamente altrove. Vedasi Palladino: che però, restando in coda, mira a una big (Juventus, Milan, Napoli). Vanoli, tecnico rivelazione del Venezia secondo in B, è un’alternativa. Come Gattuso, più volte in passato vicino al Torino, reduce dall’esonero a Marsiglia. Decisamente sullo sfondo, Dionisi. Ma è ancora tutto prematuro: troppe le variabili, dentro e fuori dal Torino. Questione anche di effetto domino, visto l’ampio numero di panchine e allenatori chiacchierati sul mercato. Per cui Vagnati, che pure ha ben chiara nella sua testa una scaletta riferita ai possibili tecnici da Toro, tra preferenze e realistiche possibilità, deve navigare a vista sul mercato, in questa fase. Nemmeno escludendo la possibilità che, con un nuovo allenatore, si cambi anche il modulo tattico di riferimento (il primo bivio chiave: difesa a 3 o a 4?). Però determinate riflessioni anche con Cairo si sono già sviluppate. Tenuto conto, in primo luogo, che mezza rosa, grossomodo, è in bilico.

Calciomercato Torino, sarà rivoluzione?

Per dire: in porta, ferma restando l’attuale volontà dei vertici granata di andare avanti con Vanja, manca quantomeno un secondo (i giovani Popa e Passador sono destinati al prestito, mentre Gemello è in scadenza). A destra, ammesso e non concesso che resti il sempre più brillante Bellanova (si veda anche l’esordio di ieri sera in nazionale), Vojvoda è in bilico e va individuato un nuovo esterno. A sinistra, in questa stagione, Lazaro non ha affatto convinto: un nuovo fluidificante di qualità serve come il pane pure sulla sua fascia. Mentre in difesa partirà Rodriguez, in scadenza. Ammesso e non concesso (dobbiamo ripeterci) che resti Buongiorno, la priorità è un marcatore di piede mancino da aggiungere a Masina (riscatto più che probabile): e le ultime notizie su Pirola (sinistro naturale) si collocano in tale scenario. Praticamente scontata la permanenza di Schuurs (che tornerà in campo solo con la preparazione di luglio: non può avere un mercato intrigante, in quest’ottica). Andrà via anche Djidji, pure lui in scadenza come Rodriguez. Sazonov potrebbe restare, ma solo come riserva. Per Lovato il Torino non ha alcuna intenzione di spendere ben 4,5 milioni per acquistarlo dalla Salernitana.

Torino, la situazione in attacco e a centrocampo

Discorso che vale anche per Okereke, saltando all’attacco: riscatto da oltre 4 milioni, il nigeriano dovrebbe disputare un gran finale di stagione e la Cremonese provvedere a chissà quali sconti. In avanti, il giovane Kabic dovrà essere mandato in B a farsi le ossa. Vagnati ha poi intenzione di mettere sul mercato Pellegri (come già a gennaio) e di sostituirlo con un’altra giovane punta di belle potenzialità. Il Torino è anche pronto a valutare offerte per Sanabria: nel caso, avanti con un nuovo ingresso al suo posto (indicative le nuovi voci per Saldanha del Partizan, per esempio). Oggi come oggi, in attacco l’unico punto fermo ci pare Zapata. Che però tra pochi giorni compirà 33 anni. E fisicamente, muscolarmente, va gestito con attenzione quotidiana. Dovrebbe poi restare Vlasic, in assenza di offerte superiori ai 13 milioni.  Ma un’altra priorità già scontata è pure l’ingaggio di un jolly offensivo (mezzapunta, trequartista o ala: dipenderà dal modulo. Intanto si è riaperta la pista Laurienté del Sassuolo). E a centrocampo? Ammesso e non concesso (anche qui) che restino sia Ricci sia Ilic, con Tameze e Gineitis la mediana sarebbe composta. In bilico è Linetty. Ma, da qualche parte, almeno una gran plusvalenza dovrà uscire sulla base dei dettami presidenziali, pescando tra i gioielli di questa stagione. E per Ricci, Ilic, Buongiorno e Bellanova i veri giochi si faranno dopo gli Europei, tanto più in considerazione che 3 su 4 (l’unico out ci pare il centrocampista italiano) appaiono già destinati a disputarli: una vetrina straordinaria, sulla carta, per i giocatori e per Cairo.

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