Toney, dalla possibile chiamata di Mourinho ai 33 gol con il Brentford

C’è anche la musica dei Beatles a fare da sottofondo a questo ingresso così emozionante in Premier League del Brentford, promosso dopo settantaquattro anni e accolto a luglio dagli scommettitori come la più probabile candidata alla retrocessione, ma capace di smentire ogni previsione e di tendere una serie di imboscate ai club che finora lo hanno incrociato. Un divertimento sulle note di “Hey Jude”, cantata dai tifosi al Community Stadium (che dal 2020 ha sostituto lo storico Griffin Park) per caricare i giocatori e il tecnico Thomas Frank, danese, classe 1973, l’inventore di una storia bellissima. Il Brentford ha battuto l’Arsenal (2-0), ha pareggiato con il Liverpool (3-3), ha conquistato dodici punti in sette giornate (come il Tottenham di Kane e Son), ha perso solo una partita (contro il Brighton, altra rivelazione) ed è arrivato alla sosta del campionato al settimo posto.

PRESSING E 3-5-2 – È la squadra di un sobborgo che si trova nella zona ovest di Londra, sesta espressione della City a frequentare il ricco salotto della Premier. Le “Bees” (le Api), nickname del Brentford, rappresentano una delle novità di questa prima parte della stagione: la proprietà è inglese, il presidente si chiama Cliff Crown e la squadra viene schierata con un 3-5-2 da Frank. Pressing, ritmo, grande intensità, un portiere spagnolo (David Raya) e due attaccanti (Ivan Toney e il francese Bryan Mbeumo) che stanno dimostrando di saper navigare anche in Premier.

IL CONTROPIEDE – Tutto ruota alla perfezione intorno a un meccanismo: atteggiamento coperto e contropiede. Così il Brentford sta stravolgendo le gerarchie. E Toney è la figura chiave di un gruppo che affronta chiunque senza complessi di inferiorità. Ha venticinque anni, è nato il 16 marzo del 1996 a Northampton, dove ha iniziato a giocare da bambino. È arrivato al Brentford nel 2020, ha firmato la promozione con trentuno gol, vincendo il titolo di capocannoniere in Championship. Ha radici giamaicane nella sua famiglia, ma sogna la convocazione nella nazionale inglese di Southgate. Velocità, buona tecnica, colpo di testa, un metro e 87. Due gol (contro Aston Villa e Wolverhampton) e due assist in sette partite di Premier. Ha un contratto fino al 2025 e la sua valutazione di mercato sfiora adesso i trenta milioni di sterline. Nell’estate del 2020 il Tottenham aveva pensato di regalarlo a Mourinho come riserva di Kane, prima di orientarsi sul brasiliano Carlos Vinicius. Toney ha rischiato di smarrirsi nelle nebbie di un calcio periferico. Ha girato l’Inghilterra, ha giocato con il Newcastle, il Barnsley, lo Shrewsbury, lo Scunthorpe United, il Wigan e il Peterborough. Ora è il simbolo di un Brentford rivoluzionario.

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