Tite: “Sono tranquillo, è bello sognare di vincere. Ma sento la pressione del Paese”

Il c.t. verdeoro verso la Serbia: “Sono più leggero, più in pace di quattro anni fa”. Il capitano Thiago Silva: “A 38 anni mi godo una delle migliori versioni di me stesso”

Dal nostro inviato Sebastiano Vernazza

23 novembre – Doha (Qatar)

Vinicius o non Vinicius? È questo il problema di formazione del Brasile alla vigilia della partita contro la Serbia. Vinicius però dovrebbe giocare, sarebbe clamoroso il contrario. Nella conferenza stampa della vigilia il c.t. Tite è stato meno rigido sul tema. Vini, come lo chiamano in Brasile, dovrebbe partire titolare come attaccante esterno di sinistra, con Richarlison centravanti e Raphinha ala destra, e con Neymar libero di muoversi alle spalle. “Non vi do la formazione – ha detto Tite – perché non voglio concedere vantaggi alla Serbia, squadra forte. Il mio principio di fondo è l’adattamento alle caratteristiche dei giocatori. Faccio delle scelte, alcune possono piacere altre no. Ho ragazzi giovani, protagonisti brillanti nei loro club. Siamo una squadra che segna molti gol e ne subisce pochi, come hanno dimostrato le qualificazioni.

Penso che l’equilibrio vada ricercato a centrocampo, da lì nasce tutto. Sento meno freddo nella pancia rispetto a quattro anni fa in Russia, sono più leggero, maggiormente in pace, ma è chiaro, avverto la pressione di un Paese come il nostro, con la cultura del calcio. Sono tranquillo. È bello sognare di vincere, è giusto, ed è importante fare del proprio meglio nella consapevolezza che ci sono altre nazionali capaci di giocare bene. Dobbiamo rispettare la cultura di gioco del Brasile e dobbiamo rispettare l’avversario per rispettare noi stessi”. A chiudere una riflessione: “La sconfitta dell’Argentina contro l’Arabia mi ha fatto pensare. Non ci sono partite facilitate a priori, non c’è una griglia di partenza e va bene così”.

thiago silva

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Queste invece le parole di Thiago Silva, il capitano della Seleçao: “Siamo consci delle difficoltà della prima partita e il nervosismo che si porta dietro. Se al Mondiale non vinci la prima partita, la pressione sulla seconda aumenta. Lo sappiamo. Siamo a posto, dico alla “torcida” di credere in noi. Abbiamo lavorato per fare una grande Coppa. Il titolo oggi è molto lontano, ma sognare è gratis. Oggi sono più preparato rispetto alle precedenti edizioni. Per crescere devi sbattere la testa contro i muri, sono processi naturali. L’insegnante spiega, ma per imparare bisogna sbagliare. Sono calmo e a mio agio, avverto la fiducia dello staff e dello spogliatoio. A 38 anni mi godo una delle migliori versioni di me stesso. Nel nostro gruppo c’è una bella connessione tra giocatori esperti e giovani, ragazzi che giocano nelle migliori squadre europee come Rodrygo. Neymar è a un livello molto buono, nel 2014 gli fecero male e fu costretto a lasciare, e rispetto al 2018 sta meglio perché quattro anni fa era reduce da un brutto infortunio. Adesso sta bene, è arrivato qui preparato al meglio”.

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