Tiago Pinto: “Roma, progetto a medio-lungo termine. Ecco i miei obiettivi”

Ci racconta le sue sensazioni dei primi giorni a Roma?
“Sono felice di essere qui e sono molto motivato per questo progetto. Confesso che i primi giorni non sono stati facili perché sono stato costretto a lavorare da casa: un conto è lavorare telefonicamente e con videocall, un conto invece è lavorare sul posto. Fortunatamente da ieri sono presente a Trigoria, a stretto contatto con tutti. Le prime sensazioni non possono che essere positive”. 

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Cosa l’ha convinta a lasciare il Benfica e a scegliere la Roma?
“I giornalisti italiani hanno svolto un ottimo lavoro d’indagine sulla mia storia d’amore col Benfica. La decisione di lasciare il club non è stata facile. Quello che mi ha convinto sono stati i colloqui avuti con i Friedkin che mi hanno spiegato il loro progetto e quello che vogliono costruire. Colloqui che mi hanno davvero motivato e mi hanno fatto capire di essere importante per trasformare in realtà le loro idee e   rendere la Roma una squadra più competitiva e in grado di vincere titoli”. 

Che cosa si deve aspettare la tifoseria nel nuovo proogetto? Investimenti per vincere subito o un progetto più futuribile?
“In Italia già tutti si sono resi conto dello sforzo dei Friedkin di mantenere la sostenibilità di questo club. Questo progetto è a medio e lungo termine. La sostenibilità è imprescindibile se si vuole vincere in futuro, nessuno nel calcio è in grado di stilare una tempistica per vincere. La nostra ambizione è molto grande, ma deve essere anche quotidiana: lo staff, l’allenatore, i giocatori, tutti devono fare meglio del giorno precedente. Le prestazioni devono essere di partita in partita sempre migliori. Se saremo in gradi di fare questo i risultati e i titoli arriveranno. È importante comprendere che la sostenibilità è imprescindibile se si vuole vincere in futuro e in maniera costante e regolare nel tempo”. 

Fonseca le ha chiesto dei giocatori, come vanno le trattative? Il rinnovo di Pellegrini?
“Con Fonseca non abbiamo il problema della lingua (ride, ndr). Stiamo lavorando quotidianamente per trovare le soluzioni migliori per la Roma. Questo è un progetto a medio-lungo termine, ma insieme ai Friedkin stiamo lavorando tutti i giorni per rendere questa squadra più forte e competitiva. Rinnovo Pellegrini? io sono una persona trasparente. Lui incarna il nostro progetto: giovane, di talento e profondamente legato alla Roma. Presto faremo tutto il possibile per realizzare questo rinnovo”. 

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Pensa che la vittoria di un titolo possa arrivare in tempi ragionevolmente brevi?
“Ribadisco che nello sport è impossibile stabilire una data entro la quale si vincerà. Ci sono casi in Europa e in Italia che hanno investito fortemente in una stagione per cercare di vincere la stagione successiva e così non è stato. Nel calcio le cose non funzionano in questo modo. Stiamo lavorando quotidianamente per rendere la Roma sempre più competitiva e in lizza nelle fasi finali delle competizioni. Se tutti lavoreremo con impegno e con lo spirito di migliorare ogni giorno sicuramente saremo più vicini a questo obiettivo”. 

Come si fa a raggiungere il doppio obiettivo in un club che non ha le risorse economiche di Juve e Inter ed è fortemente indebitato?
“Sarebbe bene prestare la massima attenzione ai paragoni, perché i club e i contesti sono diversi. Questo club vuole trattenere i migliori giocatori il più a lungo possibile, perché così sarebbe più facile vincere titoli. Siamo tutti consapevoli del mondo in cui stiamo vivendo e le circostanze particolari per il Covid. Tutti i club stanno cercando di reinventarsi, ma noi vogliamo far crescere i nostri giocatori, trattenerli e ed essere il più possibili competitivi per vincere”.  

Può confermare che la Roma entro giugno dovrà effettuare un quantitativo di plusvalenze importante per rientrare nel fair play finanziario?
“Il mondo è cambiato, ne abbiamo piena consapevolezza. Sia in Italia che in Europa ci sono regole finanziarie che vanno rispettte. Siamo qui per lavorare insieme per trovare le migliori soluzioni al momento giusto, con l’obiettivo chiaro di vincere nel medio e nel lungo termine. Questo vale sia a livello di ambizioni sportive, ma anche nelle operazioni nel mercato sia a gennaio che a giugno. Siamo tutti consapevoli della situazione attuale profondamente cambiata, neanche il calcio sfugge a questi problemi. Siamo consapevoli che tutti dobbiamo reinventarci”. 

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Che ruolo avrà Ryan Friedkin nelle scelte di calciomercato?
“Noi qui lavoriamo in squadra e nessuno di noi si sente una super star, non è questo il modo di lavorare né quello dei presidenti. Mi piace lavorare sul mercato ma lo farò sempre a stretto contatto con Dan e Ryan Friedkin ai quali spetta la decisione finale. Noi siamo qui per lavorare e cercare di far crescere la Roma, lavorando in sinergia con le persone che attualmente lavorano alla Roma. Non sarà l’idea o l’acquisto di Tiago Pinto perchè sebbene sia io a occuparmi di questi temi lavoreremo sempre di squadra”. 

Che tipo di struttura vuole creare? Nominerà un nuovo direttore sportivo e nuovi scout?
“Non arriverà nessuno. Il mio ruolo è quello di general manager dell’area sportiva, a stretto contatto con i presidenti. Ma arrivo qui per lavorare con le persone che già sono alla Roma. Conoscerò i collaboratori per capire i processi che hanno implementato e naturalmente dare il mio contributo. Mi occuperò della gestione dell’area sportiva con Dan e Ryan Friedkin. Per quanto riguarda l’area scounting, ritengo che attualmente sia importantissimo e fa la differenza avere un’area scounting molto forte e solido. Sono cambiate molte cose in questi anni, anche nelle analisi dei giocatori. È fondamentale avere uno scouting forte: non significa che chi già c’è nono sia preparato, ma vogliamo uno scouting della Roma, non di Tiago Pinto o di altri. Dobbiamo gettare le basi per avere,una banca dati più ampia possibile per prendere le migliori decisioni”. 

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Quante operazioni pensa di fare a gennaio?
“Siamo molto attenti sul mercato, stiamo lavorando intensamente e tutti i giorni anche per operazioni a medio-lungo termine. Non sarei  in grado di dire il numero delle operazioni. Prometto che sarò disponibile a rispondere alle vostre domande su quello che abbiamo fatto o non abbiamo fatto sul mercato affinché sia chiaro quali sono state le nostre idee”. 

Cosa pensa del calcio di Fonseca?
“Ho lavorato con diversi allenatori e sono orgoglioso di aver collaborato con persone che avevano una mentalità diversa nel calcio moderno. Fonseca sarà il quinto allenatore col quale lavorerò, conosco bene la sua carriera in quanto portoghese. Conosco bene la sua carriera, già dai tempi del Aves e del Paços de Ferreira. Mi identifico nelle sue idee di calcio, offensivo, dinamico, fatto di possesso palla. Le sue idee sono quelle che vogliamo per il nostro club.“. 

Nessuna società può prescindere dal reparto scouting. Vuole strutturare questo comparto affidando delle zone del mondo a ogni osservatore? Nella scelta dei giocatori, qual è il rapporto tra analisi dei dati e occhio umano?
“L’equilibrio è un elemento essenziale. Ci sono casi di vari club di calcio che si sono basati quasi esclusivamente nelle statistiche, che nel calcio sono anche sopravvalutate. Ritengo sia necessario avere equilbrio. Viste le difficoltà a viaggiare e a vedere le partite dal vivo adesso è importante dare il giusto peso e valore a questo aspetto. Ideologicamente e filosoficamente apprezzo l’occhio della persona esperta e che ha giocato a calcio, ma al tempo stesso i dati e le statistiche”. 

Negli ultimi giorni si è parlato molto del tema commissioni nel calciomercato. La trattativa per Reynolds?
“Non vorrei parlare del passato, ho il massimo rispetto per chi c’era prima alla Roma. Non parlerò di alcun caso iundividuale. Gli agenti fanno parte del mercato e noi rispettiamo gli agenti e onoreremo gli impegni. Ma è un tema a cui dedicheremo la massima attenzione”. 

Il ruolo di direttore sportivo classico è un concetto superato?
“Ottima domanda. Il portoghese abbiamo un’espressione: “è più importante discutere delle cose piuttosto che discutere del nome delle cose”. Noi intendiamo costruire un modello di gestione, sarò io a guidare le operazioni di mercato ma sempre con chi è già presente a Roma. Noi vogliamo avviare una gestione diversa che guiderò. Molto spesso ci si sofferma nel discutere sui titoli e le qualifiche e non sulla sostanza del lavoro. Io sarò il sovrintendente dell’area sportiva ma dentro un modello illustrato”. 

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