Thiago Motta: “Una cosa non sarà negoziabile, il mio Bologna dovrà dare il massimo”

Il nuovo allenatore dei rossoblù: “Servirà un’identità chiara che ho già in mente. Il no di De Zerbi? Ognuno è libero di esprimere la propria opinione, io sono orgoglioso di essere qui”

E venne il giorno dei pensieri a voce alta di Thiago Motta: l’allenatore italo-brasiliano, che ha siglato un accordo fino al 2024, ha già diretto due allenamenti del Bologna e sabato farà l’esordio contro l’Empoli al Dall’Ara. “Dobbiamo creare un’identità chiara – racconta Thiago -: ho già in mente come vorrei che la squadra stesse in campo ma tutto questo dobbiamo metterlo in pratica: il calcio di tempo non ne dà, quindi dovremo essere veloci. Quello attuale è un momento di osservazione e di conoscenza e l’identità non è solo legata al modulo di gioco: non vengo a inventarmi nulla, ma voglio una squadra che giochi in attacco, con equilibrio, che cerchi di dominare l’avversario e che reagisca appena perde la palla.

L’importante è che il domani sia meglio dell’oggi. E che tutti assieme siamo convinti di quello che andiamo a fare. La squadra deve avere un’organizzazione ma all’interno di questo concetto le va lasciata la libertà di esprimersi nei singoli, il tutto sempre pensando al bene del collettivo: se il calciatore ha la capacità di poter giocare anche in altri ruoli, facilita la vita a me e la rende più difficile agli avversari. Un’idea tattica ce l’ho già ma la vedrete sabato contro l’Empoli. Daremo tutti il massimo: e questo non è negoziabile”.

orgoglio e saputo

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L’a.d. Claudio Fenucci lo introduce con convinzione assoluta ed evidente. “Presentiamo Thiago con grande piacere – racconta Fenucci -: sono contento che sia qui, come contenti lo sono Sartori e Di Vaio visto che si tratta di una scelta condivisa. Thiago è un allenatore giovane, pieno di motivazioni, che conosciamo per metodologia di allenamento e che avevamo già avuto modo di osservare nella scorsa stagione. Ha l’orgoglio di essere allenatore del Bologna, perché lavorare per il Bologna dev’essere un orgoglio”. Poi, Thiago Motta riprende: “Ho sentito Saputo, lo ringrazio per la scelta e ora tocca a me ripagare tutta la fiducia che mi sta dando. Cosa mi ha trasmesso la squadra che ha battuto la Fiorentina? La condizione atletica è buonissima, ha fatto un’ottima gara contro un avversario che gioca in Europa. E alla squadra ho fatto i complimenti. Cosa mi ha spinto qui? La storia del club, la rosa che abbiamo, importante; poi sinceramente non conoscevo le infrastrutture del club e sono contentissimo perché venire a Bologna per un allenatore come me è straordinario. In questa esperienza voglio portare qualcosa di diverso, di più per poter crescere”.

ancelotti, sinisa e…

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Nella sua storia, sono stati tanti i tecnici coi quali Thiago ha avuto a che fare. “Gli allenatori ai quali mi sono ispirato? Carlo Ancelotti per primo, un allenatore e una persona straordinaria per conoscenza calcistica e degli uomini: dà organizzazione alla squadre ma lascia anche liberi i giocatori di inventare. Poi anche Gasperini, Mourinho: sceglierne uno è molto difficile. Il no di De Zerbi? Ognuno è libero di esprimere la propria opinione, io sono orgoglioso di essere qui e voglio portare il Bologna più in alto possibile: dobbiamo crescere e, appunto, far sì che il domani sia meglio dell’oggi. Non c’è stato alcun saluto a Sinisa da parte dello stadio? Lui fa parte della storia del Bologna e ho massimo e vero rispetto per l’uomo e per l’allenatore. Se mi sono sentito con lui? No. Dopo l’esperienza allo Spezia penso di essere migliorato tanto come lavoro di gruppo e come rapporto coi giocatori: se uno è aperto capisce cosa può migliorare. Mi sento pronto e preparato per questa nuova responsabilità”.

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