Thiago Motta, le figurine e l'incredibile impresa del tifoso-calciatore

Thiagone is always on tour. Italia, Londra, stadi, Taj Mahal, Statua della Libertà, Washington DC. Cercate ovunque: Thiago c’è. “Un amico è in Giordania e sicuramente manderà una foto da lì. Quest’estate ho in programma un viaggio in Giappone, andrò anche a vedere il Tokyo: lì scatterò un selfie”. Questa è la storia di uno di noi. Andrea De Angeli, 32 anni, milanese di Lorenteggio, laureato in lingue. Soprattutto e prima di tutto: tifoso dell’Inter. È lui che ha inventato la figurina itinerante di Thiago Motta, un inno all’ubiquità. “Tutto è nato per scherzo. Era l’anno del Triplete, il 2010. Giocavo nella Vercellese juniores. Io, centrocampista lento, di ragionamento, per prendermi in giro gli amici iniziarono a chiamarmi Thiago. Quel soprannome mi è rimasto addosso, tutti mi chiamano così”. Motta: più di un idolo, un’ispirazione. Al punto che Andrea ha fatto di Thiago un simbolo da seminare in giro per il mondo. Come il nano del favoloso mondo di Amélie.

“Thiagone on tour”: ecco come è nata l’idea di Andrea

Un giorno gli regalarono la figurina di Motta: “Volevo attaccarla sui parastinchi. Poi mi sono detto: no. L’ho tenuta nel portafoglio, tipo santino. La prima volta che ho scattato una foto con la figurina e l’ho messa su Instagram è stato a Stamford Bridge”, racconta Andrea. L’idea di creare la pagina “Thiagone on tour” sarebbe arrivata di lì a poco. Nel frattempo: l’acquisto su eBay di un’altra figurina di Motta di quando era al Genoa, un’altra di quando giocava nel Psg, due magliette. “E un cartonato a grandezza naturale. Quello me lo hanno regalato gli amici per la laurea. Lo tenevo sopra al letto. Poi ho cambiato casa, adesso è in cucina e si confonde con l’arredamento. Però lo giuro: non sono pazzo”. Con la sua pagina Andrea non cerca né follower né visibilità. È puro e bellissimo nonsense. Un colpo di genio, alla Jannacci. “Finché con un mio amico non decidiamo di stampare la nostra figurina: 5.000 copie da distribuire in giro per Milano. Ora ne rimangono duecento, pensavamo di rinnovare la foto mettendo la data di fondazione della pagina”. Ne è nata una catena, unisce la gente e gli sguardi. Arrivano foto dal mondo: Australia, Rio de Janeiro, Argentina. Andrea ringrazia tutti. “Inizialmente doveva essere una cosa da fare negli stadi, ma è divertente vedere la figurina nei posti più strani”.

Thiago Motta, il sogno di Andrea: “Mi piacerebbe incontrarlo”

Del resto, le scintille accendono fuochi e ora la popolarità della pagina – dopo la super stagione del tecnico italo-brasiliano al Bologna – prolifera. “Ai tempi era facile insultare Motta. Dicevano che era lento, però i meme a me non facevano ridere. Volevo fare l’altra campana, volevo dire: Thiago è forte. Volevo fare la controparte. Questa cosa è nata come il partito di quelli che Motta lo supportavano”. Andrea non chiede nulla: niente autografi, né magliette. «Incontrarlo mi piacerebbe, sì. Per una foto. E ringraziarlo. Per la Champions, per tutto». Facciamo dunque un appello al Bologna: il tempo non manca. “Motta è una persona seria, parla di calcio. Gli altri top allenatori parlano di altro: di arbitri, di cose diverse. Lui no. È una bella differenza”. Dove c’è Thiagone c’è casa. 

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