Thiago Motta come Xabi Alonso a Leverkusen, il Bologna spera

M anca solo il suo sì, il «sì, resto» di Thiago Motta affinché il cerchio si chiuda e sia Bologna che il Bologna possano essere felici. Come potrebbero già esserlo, non avendo ancora conquistato l’Europa, o meglio, non sapendo ancora quale Europa il Bologna potrebbe giocare? Detto che un sì di Thiago renderebbe ancora più forte questa squadra e consentirebbe di diventare più forte anche a questa società, va aggiunto che indipendentemente dall’Europa che i rossoblù riusciranno ad agguantare nessuno a Bologna potrà gettare anche una sola ombra su questo loro campionato straordinario. E il motivo è facile da capire: il quarto posto in classifica di oggi, a due punti dalla Juventus che è terza, vale un autentico tesoro, e nel caso in cui il Bologna ce la facesse a confermarlo fino in fondo ecco che avrebbe fatto una vera e propria impresa, alla luce di quelli che sono i numeri del calcio di oggi. È vero, un conto è arrivare tanto in alto un anno e un altro è confermarsi? Lo dicevano anche a Bergamo sull’Atalanta, eppure la Dea ha continuato a vivere questa realtà importante, e allora perché non potrebbe farlo anche il Bologna?

Un percorso che non è finito

E il bello è che lo stesso Bologna è convinto di poterlo fare e vorrebbe farlo con Thiago in panchina. Per dare continuità al proprio lavoro, ritenendo che il suo percorso a Casteldebole non sia finito e come con lui al timone questa squadra possa ancora crescere e migliorare per quelle che sono le sue infinite potenzialità. Evidenziate alla grande anche in questo campionato. Insomma, ecco perché se da una parte i capi rossoblù vorrebbero conoscere prima possibile la lieta novella e magari che Thiago facesse come Xabi Alonso che ha scelto di restare al Bayer Leverkusen nonostante le tante richieste, da un’altra sono disposti ad aspettarlo, e questa loro scelta deve essere letta dal tecnico come un altro gesto di infinita stima nei suoi confronti. Uno può dire: sia Thiago che il Bologna temono che un’anticipazione possa rischiare di mettere un freno a una macchina perfetta che sta andando meravigliosamente bene e che ormai vede il traguardo non molto lontano, e di conseguenza per questo motivo preferiscono continuare a prendere tempo. Con quelli del Bologna che non vogliono disturbare né il manovratore né la squadra e con Thiago che non rende pubblici i pensieri che albergano nella sua testa assicurando sia ai suoi dirigenti che al prossimo di non aver ancora preso una decisione sul suo futuro. 

L’importante è non avere rimpianti

Vero? A Casteldebole tutti ritengono che sia così, confidando nella sua infinita correttezza e continuando anche a credere nella sua permanenza. Nonostante che una bella fetta dell’Italia del calcio lo stia accostando da mesi alla Juventus, che non avendo ancora deciso se confermare Allegri che ha ancora un anno di contratto o se esonerarlo a fine campionato (il che gli costerebbe su per giù 22 milioni di euro, e questo non sarebbe un particolare di poco conto), continuerebbe a tenere Thiago a bagno maria. Ora, di solito nel calcio quando i colloqui vengono rimandati di settimana in settimana finisce che è più facile arrivare a una separazione che al proseguimento del rapporto, ma nonostante che i dirigenti del Bologna non siano di primo pelo e sappiano bene anche questo, non cambieranno strada. Primo perché, conoscendo Thiago e sapendo come ragiona nel quotidiano, immaginano anche quelli che possono essere i suoi ragionamenti sul futuro, secondo perché preferiscono avere eventualmente un problema in più tra un mese per quanto riguarda la costruzione del Bologna di domani che un rimpianto sul conto di Thiago. Quello di apprendere che sarebbe rimasto solo se il Bologna lo avesse aspettato.


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