“The wall” Napoli: tutti i segreti di una difesa invalicabile

Solo due gol subiti in sei giornate. Spalletti ha trovato il giusto equilibrio tra i reparti e il centrocampo garantisce copertura. Con Anguissa sugli scudi

Alla fine, poi, conta avere una difesa solida per avere maggiori possibilità di prevalere sugli avversari. Quella del Napoli è definita “The wall”, ovvero, il muro, perché dopo sei giornate di campionato, sono appena due le reti subite. Una, per giunta, determinata da un chiaro errore di Kostas Manolas, contro la Juventus. Le reti degli attaccanti sono importanti, certo, ma se non hai chi è in grado di difendere, possono risultare inutili o quasi ai fini del collettivo. Il lavoro di Luciano Spalletti è stato quello di creare il giusto equilibrio fra i tre settori, supportato da un credo tattico che trova nell’applicazione della squadra il riscontro più immediato.

continuità

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L’errore che ha portato al gol di Morata, alla terza giornata, è costato il posto a Manolas. In maniera chirurgica, l’allenatore è intervenuto inserendo Amir Rrahmani, al fianco di Kalidou Koulibaly, dando al difensore kosovaro la possibilità di avere quella continuità che gli è mancata nei 18 mesi di Gattuso. Per il momento, la coppia centrale pare inattaccabile, probabilmente, verrà divisa per l’impegno di Europa League, in programma giovedì sera, al Maradona, contro lo Spartak Mosca. Per l’occasione Spalletti dovrebbe ricorrere al turnover per dare la possibilità a chi ha sempre giocato in questa prima parte della stagione di tirare un po’ il fiato. In questo caso, potrebbe essere proprio Rrahmani a cedere il posto a Manolas e non è escluso che nel corso della gara possa trovare spazio anche Juan Jesus.

IMPORTANZA CENTROCAMPO

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La solidità difensiva ha avuto, finora, nelle parate di David Ospina, nella determinazione di Rrahmani e Koulibaly e nel sacrificio di Di Lorenzo e Mario Rui, sugli esterni, il punto di svolta. Ma anche la copertura del centrocampo non è un aspetto di secondo piano. L’inserimento di Frank Anguissa, per esempio, è servito per trovare la quadra in quei venti metri di campo dove è sempre stato facile, per gli avversari, attaccare gli spazi. Il nazionale del Camerun ha colmato la lacuna, garantendo lì mezzo forza fisica e anche un tantino di qualità in più. Inoltre, il suo lavoro d’interdizione consente anche a Koulibaly di spingere per vie centrali o sulla fascia sinistra, così com’è avvenuto contro il Cagliari, tenendo lui una posizione più arretrata. Meccanismi che Spalletti tiene in caldo tutti i giorni, allenando la squadra proprio su quei movimenti che, finora, si stanno dimostrando la migliore garanzia per il suo progetto tecnico. Tenere gli avversari lontano dalla propria area è una delle sue preoccupazioni, perché poi al resto ci pensano gli attaccanti, con Osimhen in testa.

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