Testa sgombra e uomo ovunque: Pioli si gode il nuovo Tonali

Sandro ha confermato nel derby la sua grande crescita. E i numeri dicono che saltarlo è difficilissimo. Ora una settimana da protagonista anche in azzurro?

Domanda. Ve lo ricordate il Tonali dell’anno scorso? Quello discontinuo, timido, un filo insicuro. Quello di cui si diceva, “ma li vale tutti quei soldi?”, “a me non convince”, e cose simili? Bene, dimenticatelo. Il “Sandrino” di quest’anno è un homo novus. Lo dicono le prestazioni, ma anche i numeri, le statistiche, i dati.

In azzurro

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Alla voce “sicurezza” c’è il suo volto, il numero, la sua leadership. L’ultima scintilla nel derby contro l’Inter: l’autogol di de Vrij nasce da una punizione calciata da Sandro sulla trequarti, un po’ più defilata rispetto a quella insaccata contro il Cagliari, al primo gol con il Milan. Tonali è la certezza di Pioli, di Maldini e ora anche dell’Italia, perché Mancini l’ha convocato per la sfida decisiva dell’Olimpico contro la Svizzera. Verratti è out, Barella ha un affaticamento muscolare, quindi Roby potrebbe anche schierarlo dal 1’ nel match che vale un posto al Mondiale in Qatar. Chissà. Intanto Tonali cresce e si fa notare. Parola ai dati.

Ovunque

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La sua trasformazione è in un grafico di Opta, quello relativo alle zone del campo coperte da fine agosto a oggi. Tonali ha giocato 12 partite in Serie A, 10 di queste da titolare, andando a prendersi il pallone in ogni angolo del green: ovviamente la zona più coperta è il centro, duecento e passa tocchi stanno lì, ma emerge pure la zona offensiva (quasi un centinaio lungo la trequarti). Tra tutti spiccano i 31 lungo l’out di destra, vicino alla zona laterale, quella in cui di solito c’è l’esterno alto (Saelemaekers). Simbolo di come abbia l’indole a gestire, organizzare, dare un mano. Tonali va in appoggio, aiuta il compagno, cerca l’uno due. Ha una media di 33 passaggi a partita, gli stessi del derby (tra i centrocampisti è secondo solo a Kessie, in vetta con 61). Curiosità: è anche difficile saltarlo. In 801’ giocati in Serie A ha subìto solamente 6 dribbling e perso 4 contrasti. L’unico neo sono i palloni persi, che superano di gran lunga quelli recuperati: 122 a 62. Bene sui lanci smarcanti però: almeno 4 a partita, 24 totali, con ben 10 occasioni create e un assist. In sintesi: Tonali è l’uomo ovunque.

Mentalità

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Quando gli chiedono cos’è cambiato rispetto all’anno scorso rimane sul vago. “È scattato qualcosa nella testa, forse è più libera da quando il Milan mi ha acquistato”. Tonali non ha mental coach, non usa psicologi, gli basta Ibra: “Quando l’ho visto per la prima volta nello spogliatoio sono tornato bambino, ti cambia la mentalità”. Oggi è quella del vincente, lo sa anche Pioli: “Ho visto un altro Sandro fin dal primo giorno di ritiro”. Più concreto, più solido, silenzioso. Del resto è così da sempre. Roberto Boscaglia, il mister che lo lanciò a Brescia, ci disse che se ne stava per conto suo anche durante i pranzi e le cene di squadra. Oggi è il faro di un Milan imbattuto e primo in classifica (insieme al Napoli). Il bello è che ha solo 21 anni. Pioli applaude, il Mancio fa lo stesso.

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