Terrore Gambia, atterraggio d’emergenza. Giocatori tutti svenuti. Il c.t.: “Potevamo morire”

Il problema subito dopo il decollo. La nazionale si stava recando in Costa d’Avorio. Il tecnico: “Abbiamo perso conoscenza, qualcuno dopo l’atterraggio non si era ancora ripreso”

Per fortuna solo un grande spavento e qualche lieve disturbo. I giocatori della nazionale del Gambia se la sono però vista brutta. Poco dopo il decollo dalla capitale Banjul, il charter che stava portando la squadra in Costa d’Avorio per la Coppa d’Africa, si è depressurizzato. Erano passati solo nove minuti e il pilota ha fatto immediatamente ritorno a Banjul. Alcuni giocatori hanno avuto lievi crisi respiratorie e forti emicranie, dovute alla mancanza di ossigeno. La squadra, che nel frattempo aveva fatto ritorno all’Ocean Bay Hotel, sede del ritiro, resta in attesa di partire con l’aereo della Air Cote d’Ivoire per Yamoussoukro, sede del girone che la vedrà impegnata con Guinea Bissau, Camerun e Senegal. L’allenamento di ieri si è svolto presso l’Independence Stadium di Bakau, a 18 km dall’aeroporto di Banjul.

La partenza era peraltro stata a rischio per un altro motivo, strettamente economico. Come accade purtroppo spesso alle nazionali africane, si trattava di un problema di premi promessi dalla federazione ma mai pagati. Fortunatamente si era giunti a una soluzione che aveva permesso al gruppo allenato dal c.t. belga Tom Saintfiet di decollare alla volta della Costa d’Avorio. Il Gambia debutterà martedì 15 contro i campioni in carica del Senegal.

il c.t. 

—  

“Avremmo potuto essere tutti morti. Abbiamo perso conoscenza in un attimo. Mi sono sognato come avevo vissuto, dei piccoli episodi – ha raccontato Sainftiet – Dopo nove minuti il pilota finalmente deciso di far ritorno a Banjul. Dopo l’atterraggio c’erano giocatori che ancora non avevano ripreso conoscenza. Siamo stati intossicati dal monossido di carbonio. Se il volo fosse durata un’altra mezzora saremmo tutti morti”.

Precedente Così l'allievo di De Zerbi ha riacceso il Mantova Successivo Juve, talento e soldi: il serbatoio che Allegri sta sfruttando a meraviglia