Tensione Lazio, i motivi del nervosismo e la mossa sul caso Zaccagni

Cambiare tutto, forse troppo, per non cambiare niente. Il caso Lazio è esploso con evidenza a Monza. Tudor mandato a quel paese da Zaccagni, il palese nervosismo di Luis Alberto. I riccioli sconvolti di Guendouzi, richiamato dagli ultras perché era rientrato subito nello spogliatoio. Lui come Vecino. Un confronto durato oltre dieci minuti davanti alle inferriate e concluso con il chiarimento, testimoniato dalle immagini di Dazn. La Procura Federale potrebbe aprire un fascicolo: il codice di giustizia sportiva vieta interlocuzioni con i tifosi a fine partita. La Lazio attraverso le dichiarazioni di Marusic ha chiarito il tenore del confronto, concluso con il lancio di maglie e un patto rinnovato per le ultime tre partite di campionato. Non ci sono state minacce o contestazioni violente.

Lazio, alta tensione per il finale

La tensione resta elevata, perché la stagione sta finendo nel peggiore dei modi e la società, senza sbandierarlo, pensava alla Champions. La capocciata di Djuric ha polverizzato due punti e frantumato il sogno di riaprire la corsa con Roma e Atalanta. Ora le speranze sono minime. Tudor dovrà blindare almeno l’Europa League. Rimpianti enormi e le stesse difficoltà di prima. Il cambio di guida tecnica non ha pacificato lo spogliatoio e non ha risolto la carestia dell’attacco, aggravando le fragilità difensive. La confusione è aumentata, grandi incertezze legate al futuro. Ieri Lotito era a Formello per seguire la Lazio Women e si interrogava a voce alta sui cambi del tecnico croato. Niente di clamoroso, succede da anni e con qualsiasi allenatore in caso di risultato negativo, ma certo all’interno della società qualche perplessità è nata in ordine al crollo del secondo tempo. Zaccagni è stato protetto. Ha appena rinnovato il contratto, una settimana fa aveva risolto la partita con il Verona, è in corsa per l’Europeo. Stava rischiando il rosso, ha spiegato Tudor, preoccupato dal cartellino facile di Pairetto. La società ha scelto la linea soft, minimizzando la protesta per il cambio. Nessuna punizione, come era successo nei casi di Luis Alberto e Guendouzi. Ora serve la diplomazia.

Lazio, cosa farà Lotito

Chi pensava che Sarri avesse perso lo spogliatoio, non si era reso conto che Tudor rischia di scavalcarlo in fretta. E’ distante per idee di calcio e preferenze. Neppure citiamo Ciro e Luis. Guendouzi è scontento, Rovella e Isaksen non giocano più, Romagnoli allergico alla marcatura a uomo, Zaccagni fa il terzino. Kamada è l’unico rivalutato dal croato. Viene da chiedersi se Lotito spenderà di più per rivoluzionare di nuovo la Lazio, mettendo in discussione persino gli ultimi acquisti, o se risparmierà investendo su un altro allenatore a giugno. Mai dare niente per scontato.


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