Taccone: ‘Tamponi Lazio, zero errori. Ora basta sospetti’

Walter Taccone è laureato in chimica e specializzato in biologia molecolare. Ha 73 anni, ha diretto in passato il laboratorio della Asl di Avellino e dal 1996 è consulente scientifico della Futura Diagnostica, la struttura che analizza i tamponi della Lazio. La Figc ha aperto un’indagine sul club di Lotito dopo che Immobile, Lucas Leiva e Strakosha sono stati fermati in Champions il 26 ottobre per positività ai test Covid, come certificato dalla Synlab di Firenze, l’istituto di riferimento della Uefa, mentre erano stati considerati negativi dalla Futura Diagnostica prima della partita di campionato di domenica scorsa con il Torino. Uno scenario che ha creato ombre e sospetti: Lucas Leiva e Immobile sono stati schierati da Simone Inzaghi contro i granata e l’attaccante ha contribuito con un gol alla vittoria in rimonta per 4-3.

Dottor Taccone, come spiega questa difformità tra gli esiti forniti dalla Uefa e quelli emersi nel suo laboratorio?
«Nella Lazio non esistono casi di Covid, anche gli ultimi tamponi effettuati oggi (ndr, ieri) hanno escluso situazioni di positività all’interno della squadra e dello staff. Tutti i giocatori sono a disposizione di Inzaghi».

E’ una vicenda paradossale: positivi per la Champions e negativi per la Serie A. Dov’è l’errore? Non mancano le malignità.
«Mi soffermo sulla credibilità del nostro istituto, non mi piace giudicare il lavoro di altri. Dal 1996 abbiamo effettuato oltre un milione di test di biologia molecolare: una branca che non si occupa solo di virologia, ma anche di maternità, tumori, fertilità. Abbiamo una lunga storia. Ho fondato la Futura Diagnostica nel 1996, l’ho diretta e ora è guidata da mio figlio Massimiliano. Io sono in pensione e rivesto il ruolo di consulente scientifico».

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Torniamo a lunedì 26 ottobre, a 48 ore dall’impegno della Lazio in Belgio con il Bruges. La Synlab, la struttura di riferimento della Uefa, ferma per positivà Immobile, Lucas Leiva e Strakosha.
«Appresa la notizia, il presidente Lotito mi telefona e mi chiede di ripetere gli esami. E per noi i tre giocatori sono negativi. Lotito, a quel punto, decide di non rischiare e di lasciare a casa i giocatori».

Arriviamo a venerdì 30, a due giorni dalla partita della Lazio a Torino contro i granata.
«Rispettando il protocollo, quel giorno la Futura Diagnostica effettua nuovi test ai componenti della squadra e dello staff. Immobile, Lucas Leiva e Strakosha risultano ancora negativi. Non è tutto: considerando che nella Lazio alcuni giocatori si trovavano invece in quarantena, come da regolamento, effettuiamo altri controlli anche sabato 31. E la negatività al doppio tampone autorizza legittimamente la Lazio a convocare Immobile, Leiva e Strakosha».

Lunedì 2 novembre, però, il laboratorio della Uefa ferma ancora i tre laziali per positività: Immobile, Leiva e Strakosha saltano la trasferta a San Pietroburgo.
«Ma gli esami vengono effettuati, parallelamente, anche dalla Futura Diagnostica. Leiva e Strakosha, per noi, sono negativi. Mentre, nel caso di Immobile, segnaliamo una lieve reattività del gene N, che non è patogenicamente interessato all’infezione Covid-19».

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Restano i sospetti sulla Lazio, però. Anche la Figc indaga.
«Non capisco perché mai avremmo dovuto fornire un dato diverso dalla realtà. Sarebbe gravissimo. In merito ai sospetti, non ho voglia di parlare. Chissà, forse qualcuno insegue un tornaconto personale. Ma per me l’argomento è chiuso. Zero commenti».

Leggi l’intervista completa sull’edizione odierna del Corriere dello Sport 

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