Szczesny: il presente Juve, la Roma alle origini. Le svolte tra giallorosso e bianconero

Il portiere arrivò in giallorosso dall’Arsenal nel 2015. Mentre l’estate scorsa avrebbe potuto trasferirsi alla corte di Mou se in bianconero fosse arrivato Donnarumma

A un certo punto della scorsa estate si fece spazio l’ipotesi di un ritorno alla Roma di Szczesny. La Juve valutava l’opportunità di prendere Donnarumma a parametro zero, l’estremo difensore polacco giungeva da una stagione piuttosto negativa ed era stato messo fortemente in discussione. Poi ci pensò Allegri a sgomberare il campo dai dubbi, confermando la fiducia incondizionata al suo estremo difensore, che ritiene tra i migliori in attività.

LA RINASCITA

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La voce di mercato però era fondata. Anche se l’ingaggio del calciatore rappresentava obiettivamente un ostacolo per il trasferimento e forse anche per questo la trattativa non è mai entrata nel vivo. Il polacco inoltre non ha mai mostrato grande convinzione a lasciare la Juve, la conferma di Allegri lo ha sostanzialmente rimesso nelle condizioni ideali per ritrovare la serenità necessaria e tirarsi fuori (dopo un inizio di stagione ancora turbolento) dalla crisi. Ora Szczesny è di nuovo un portiere che trasmette sicurezza alla squadra, decisivo: anche per merito suo la Signora ha portato a termine diversi clean sheet in questa stagione, da novembre a oggi ha subito dopo tre reti in campionato.

POST BUFFON

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La sua avventura italiana trova radici proprio nella Roma, nell’estate del 2015. I giallorossi lo prendono in prestito dall’Arsenal, l’estremo difensore sceglie la maglia numero venticinque che poi cambierà con la uno nella stagione successiva, quando dovrà dividere il posto con Allison. La Juve si muove sulle sue tracce nell’estate del 2017, quando torna all’Arsenal ma non ha spazio: a quel punto viene ritenuto dalla dirigenza bianconera il potenziale erede di Gianluigi Buffon, del quale sarà il vice nella sua prima stagione sotto la Mole. Contro la Roma sarà dunque sfida da ex: giocare all’Olimpico, per lui, non è mai banale.

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